Pedofili e puttanieri setacciano i centri: “Cerchiamo bambini ucraini soli e donne”

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“Sabato mentre nella casa accoglievamo donne, ragazzi e bambini provenienti dall’Ucraina, due uomini hanno chiesto di procacciarsi badanti – raccontano le volontarie di casa delle Donne -. Un metodo di ricerca e assunzione alquanto sospetti, a cui vorremmo aggiungere ‘attributi’ per nulla retti. È sempre la stessa storia: difronte alle fragilità eccolo pronto quel sistema ormai consolidato che spesso malcela, dietro l’ordinarietà del lavoro di cura, sfruttamento (alcune delle volte anche sessuale) e manipolazione. Noi donne terremo alta l’attenzione di fronte a queste violazioni e chiediamo al collettivo cittadino e a chi di dovere di non attivare meccanismi di distanziamento che contribuiscono a rendere il fenomeno invisibile ma di riconoscerlo e denunciarlo. Nei Paesi in guerra – aggiungono dalla Casa delle Donne – il corpo delle donne diventa campo di battaglia, bottino, lo stupro un’arma. Poi quando scappano continuano ad essere bersagli e spetta sempre a loro vivere e raccontare l’indicibile. Dietro questa solidarietà può esserci ben altro, prestiamo tutti la massima attenzione perché questo spetta anche e soprattutto a noi”.

Già nelle scorse settimane Jacqueline Bachynska, della Comunità ucraina delle Marche (Cum), in Comune a Jesi per le iniziative di accoglienza aveva lanciato un allarme simile. “Ho ricevuto una telefonata di questo tenore – aveva detto Jacqueline Bachynska -: ‘Siamo due sessantenni benestanti cerchiamo due donne ucraine sole da poter accogliere’. Lì per lì ho pensato di denunciarlo, l’ho trovato davvero grave”. Un episodio di sciacallaggio che ha destato subito allarme così come l’altro annuncio che ha fatto il giro dei social network arrivando fino alle istituzioni. “Recitava più o meno così: ‘Arrivano pullman carichi di bambini non accompagnati, dopo la chiusura degli orfanotrofi in Italia – spiega Barbara Paolinelli dell‘Asp Ambito 9 -. Ci terrorizzano messaggi così perché potrebbero catalizzare pedofili o malintenzionati. È bene dire che non ci si può improvvisare”.