Tubercolosi, boom di casi tra gli ucraini arrivati in Italia: il 7% è risultato positivo

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Il 7% degli ucraini arrivati a Bologna è risultato positivo ai test di Mantoux (che verificano la presenza di tubercolosi). Le analisi sono state effettuate su 1.271 test. Si tratta di 90 casi, di cui sette segnalati alle malattie infettive in seguito al test quantiferon e alla radiografia.

Questo significa che circa 8mila in tutta Italia arrivati nell’ultimo mese sono positivi. Bombe ad orologeria che possono essere o diventare infettivi da un momento all’altro. Migliaia di questi sono bambini. E li mandano anche nelle scuole.

La tubercolosi (TBC) – descrive il Ministero della Salute – è una malattia infettiva causata dal Mycobacterium tuberculosis un batterio gram positivo, detto anche Bacillo di Koch, dal nome dello scienziato che lo scoprì nel 1882. Se ne distinguono 5 varietà: umano, bovino, aviario, murino, degli animali a sangue freddo; di queste solo le prime 2 hanno importanza nella patologia umana. La tubercolosi attacca solitamente i polmoni, ma può colpire anche altre parti del corpo. In Italia, come in molti altri paesi industrializzati, la tubercolosi è una patologia relativamente rara, l’incidenza è inferiore a 10 casi/100.000 abitanti, soglia entro la quale un Paese è definito dall’OMS “a bassa endemia”.

La tubercolosi si trasmette per via aerea, a causa dell’esposizione al bacillo presente nelle goccioline di saliva o di secrezioni bronchiali, prodotti da persone con tubercolosi della laringe o polmonare, attraverso colpi di tosse o starnuti. La trasmissione può avvenire solamente da persone con TB attiva.

Il periodo di incubazione (tempo intercorso tra l’infezione e i primi segni di malattia) va dalle otto settimane a tutta la vita.




2 pensieri su “Tubercolosi, boom di casi tra gli ucraini arrivati in Italia: il 7% è risultato positivo”

  1. La tbc era già tornata in Italia molto tempo fa, con i primi nordafricani, è normale che più disperati infetti arrivano, più sono le possibilità che dilaghi. Anche se dicono che le carestie sono un pericolo imminente non è per niente vero: ci siamo dentro sino al collo! In passato la tbc non era appannaggio delle classi poco abbienti, anche i componenti delle famiglie benestanti morivano di mal sottile, credo che una delle concause fossero le case ampie e mal riscaldate. I caminetti necessitano di una continua alimentazione, di notte si spengono per lasciare stanze gelide al risveglio.
    Oggi per fortuna ci sono caldaie a legna che hanno una discreta autonomia da integrare al semplice camino, ma con la crisi bisogna vedere se tutti saranno disposti a spendere 10mila euro per un nuovo impianto.
    Io credo che sia un investimento indispensabile per levarsi definitivamente il gas di torno.

    1. Tutto sensato. E per concorrere al risparmio energetico, buttare nel termovalorizzatore il 95% della classe politica, della magistratura, e dello ‘stato profondo’. Allora, ci sarebbero le basi per ricominciare.

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