Magistrato ammette: “Figli di immigrati si riuniscono in baby gang etniche”

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Un esercito ostile sta occupando l’Italia. Arrivano coi ricongiungimenti familiari. O come profughi di guerre più o meno reali. Ci stiamo scavando la fossa.

«Quando capita un episodio violento per strada, i ragazzi hanno paura di essere aggrediti di nuovo. Attraverso i social è facile identificarsi, rintracciare i movimenti, le compagnie, i volti. Talvolta le aggressioni sono riconducibili a bande “di zona”, gli adolescenti sarebbero bravi a dare indizi, ogni dettaglio potrebbe essere utile. Se le denunce sono non circostanziate, i procedimenti sono classificabili solo “contro ignoti” e questo non aiuta le indagini», dice il procuratore capo. Il rischio è che si diffonda il senso di impunità o inevitabilità del reato e anche una percezione di insicurezza cittadina che non trova poi pieno riscontro nei dati. Pm e giudici minorili lavorano a ritmo serrato, talvolta ci si trova davanti a un nuovo «fenomeno centripeto rispetto alla città» con ragazzi che arrivano da altre zone della Lombardia o addirittura da altre regioni per delinquere con minori dello stesso Paese d’origine.

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Gli arresti di baby gang sono continui ma gli episodi violenti si susseguono. «Se le denunce ci arrivano le trattiamo immediatamente, nel caso di rapine anche con misure cautelari», assicura Cascone, e le sue parole suonano come un appello. Del resto la finalità di queste aggressioni non è tanto, o non solo, quella predatoria. Alla base c’è una profonda questione identitaria che va riconosciuta.

«Si mettono in scena assalti come fossero uno spettacolo per avocare a sé un profilo di potere e minaccia». Dove il malcontento cova e il presidio sociale non è sufficiente, le regole sono percepite come intralcio alla propria affermazione «e un quadro culturale di riferimento per lo più dominato dal culto della forza non aiuta». Per abituare al rispetto delle regole e far convergere le energie e la rabbia dei ragazzi verso progetti guidati «bisogna tener presente che l’educazione è qualcosa di più e di diverso dalla semplice istruzione, risente delle condizioni socio-ambientali in cui i ragazzi vivono e di cui siamo responsabili anche tutti noi».




2 pensieri su “Magistrato ammette: “Figli di immigrati si riuniscono in baby gang etniche””

  1. Ma cosa volete introdurre al rispetto questi luridi negri di merda?Quelli al loro paese della minkia hanno campato fino ad ora di prepotenza,violenza e prevaricazione.Che cazzo del porcoallah volete fare?Educarli?Certa gente occorre educarla con le botte.Più gliene dai e più la capiscono.E se non la vogliono capire?Una buona,sana pallottola cal 9 e si sistema tutto.

I commenti sono chiusi.