Bus carichi di ucraini a Trieste, pochi controlli

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Dopo il primo autobus organizzato di ucraini giunto questa mattina presto, nel corso della giornata ne sono arrivati altri alla porta Est dell’Italia, il valico di Fernetti (Trieste), al confine con la Slovenia. Un confine virtuale.

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Una decina di autobus nell’arco della giornata interamente occupati di ucraini, ma vari altri, ad esempio con targa rumena, avevano a bordo singoli cittadini ucraini.

Ora, al di là della situazione in sé, dimostra che quando hai dentro un certo numero di stranieri, ogni ‘crisi’ te ne porta altri. Anche perché, in realtà, potrebbero benissimo stare in tutto il territorio occidentale, come Leopoli, o fermarsi in Polonia. In Germania. Invece no. Perché hanno legami familiari in Italia.

Nella questione in sé, invece, bisogna innanzitutto controllare che non ci siano finti ucraini e, comunque, avere in testa un numero, perché anche chi davvero fugge dalla guerra può diventare un problema oltre un certo numero. Viviamo in una realtà con risorse finite, non nel paese dei balocchi dei politici.

Ah, vi farà piacere notare che ora non è un problema entrare in Italia senza vaccino.




Un pensiero su “Bus carichi di ucraini a Trieste, pochi controlli”

  1. A noi non deve interessare se siano profughi veri o finti.
    A Leopoli non c’è la guerra. In Polonia, in Slovacchia, in Cechia, in Ungheria, in Romania, in Croazia, in Slovenia, nelle Repubbliche baltiche non c’è la guerra.
    Vadano in altre nazioni slave. Non qui. Ne abbiamo già tanti di ucrani.

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