Referendum Eutanasia, Amato: “Era omicidio del consenziente”

Condividi!

“Peccato che il referendum non fosse sull’ eutanasia ma fosse sull’omicidio del consenziente”. Così il presidente della Corte costituzionale Giuliano Amato commenta il giudizio di inammissibilità al referendum ‘eutanasia legale’.

“La decisione è stata presa sulla base di criteri previsti dalla Costituzione. Io sono assai meno politico di lui, dovrebbe saperlo”, dice Amato rispondendo alla domanda sulle dichiarazioni di Marco Cappato, promotore del referendum sull’eutanasia, che ha fatto riferimento ad una “decisione politica” della Consulta. “Dire che questa Corte fosse mal disposta significa dire una cattiveria che Cappato si poteva risparmiare, sarebbe stato meglio si interrogasse su ciò che stava facendo, dato che nel quesito non si parlava di eutanasia ma di omicidio del consenziente”.

“Ci ha ferito sentire che chi ha deciso così non sa cosa significa la sofferenza. Ma è la parola eutanasia che ha portato tutto questo. Il referendum era su omicidio del consenziente”.

Pur se d’accordo nel merito, è indecente che a decidere siano quindici oligarchi nominati.




3 pensieri su “Referendum Eutanasia, Amato: “Era omicidio del consenziente””

  1. Mentre l’anziano politico ne fa una questione semantica, vorrei far partecipi i più giovani che si sono persi aimè un periodo storico di grande serenità rispetto all’attuale, di come si affrontavano i problemi sanitari quando loro non erano nati.
    Fiumi di denaro venivano devoluti alla ricerca e alla sanità, in modo che si potessero capire le cause dei mali che affliggevano la popolazione e cercare di curarli, ma se disgraziatamente gli efficientissimi medici della mutua non riuscivano a venirne a capo ti facevano SUBITO ricoverare in ospedale, dove, comodamente nel tuo letto, gli esami accurati stabilivano con certezza il problema. Le malattie incurabili erano rare e i bambini tranne qualche rarissimo caso NON morivano di cancro, i piccoli obesi in una grande città li contavi sulle dita di una mano…ragion per cui una legge che stabilisse come uccidere i pazienti non veniva lontanamente considerata, si cercava di salvarli e posso assicurare che non vi era accanimento terapeutico ma un sincero rispetto del prossimo.

I commenti sono chiusi.