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Animalisti : “migranti africani sacrificano gatti per riti voodoo”

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La mafia nigeriana costringerebbe le ‘proprie’ ragazze arrivate sui barconi, dedite alla prostituzione, a riti ancestrali che si richiamano alla magia nera e che prevederebbero il sacrificio di animali, in particolare galline e gatti che vengono sgozzati: il sangue viene poi fatto bere ed il cuore fatto mangiare alle malcapitate che sono cosi sottomesse a queste folli stregonerie.

L’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente denunciò, ormai più di un anno fa, l’uso di questi riti nella zona di Porta Palazzo a Torino dove presente una forte comunità nigeriana e dove le “maman” le sacerdotesse di questi riti compiono riti sacrificali di sottomissione cosi come avviene nelle campagne di San Vito di Gaggiano e nella zona di Castelvolturno.

“I riti sacrificali per quanto riguarda gli animali sono molto semplici, le galline vengono bardate con dei nastrini colorati e poi sgozzate nelle vasche da bagno o comunque in catini dove il sangue viene raccolto e poi fatto bere alle adepte da sottomettere alla magia nera cosi facendo secondo queste credenze la donna si immedesima nella gallina,nella cui testa vengono poi inseriti degli spilli che sono il vero cuore del rito,per i gatti la situazione è diversa, dopo essere stati uccisi e sezionati ai mici viene tolto il cuore che viene poi fatto mangiare crudo in piccole porzioni alle sottomesse- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- si tratta di riti abbastanza comuni in Africa ma che qui fanno accapponare la pelle e per le quali non stiamo predisponendo un nuovo dossier da inviare alle procure delle nove città sopracitate dopo le denunce gia inviate nei mesi scorsi a Torino”.

Da notare che molti antropologi ed esperti hanno visto anche nel brutale omicidio di Pamela un sacrificio umano, tipico di alcune zone dell’Africa da cui provengono i migranti.

Tornando agli animali, i sacrifici verrebbero fatti dalle cosiddette ‘maman’, le nigeriane arrivate con i barconi che le prostitute nigeriane. Solitamente sono loro stesse ex prostitute.

L’utilizzo dei sacrifici animali rientrerebbe nei rituali utilizzati dalla mafia nigeriana.

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Inoltre, secondo diverse testimonianze, la stessa organizzazione criminale sarebbe coinvolta nell’utilizzo dei sacrifici umani e del cannibalismo rituale:

Mafia nigeriana: “Sacrifici umani sui barconi”

La mafia nigeriana utilizza riti voodoo allo scopo di soggiogare i suoi membri e le schiave del sesso. Tale aspetto è stato spesso riscontrato nelle indagini sulla tratta delle prostitute e, inoltre, risulta alquanto provato l’utilizzo di particolari riti iniziatori per poter entrare a far parte dell’organizzazione.

A proposito di ciò, c’è da segnalare che secondo il magistrato napoletano Giuseppe Borelli tali riti derivano dalla religione animista tipica della Nigeria, e prevedono tra i riti di iniziazione quello di bere il sangue delle vittime.

Da segnalare anche le abitudini di comunità di immigrati nigeriani di cibarsi di cani. Secondo i media locali, la nutrita comunità nigeriana di Rosarno pratica sovente tale usanza.
I cani a finire nei loro piatti sono in genere dei cagnolini che ciondolano per strada, abbandonati a se stessi.




3 pensieri su “Animalisti : “migranti africani sacrificano gatti per riti voodoo””

  1. Il mondo che viviamo è davvero ingiusto: sterilizzano i gatti randagi ma non sterilizzano in massa i ne(g)ri, che rispetto ai gatti sono brutti, schifosi e fastidiosi. E soprattutto non servono a nulla. Infatti, mentre i gatti – che invece sono belli e dolcissimi – ci proteggono dai topi e dalle malattie che portano, e perciò sono utili, i ne(g)ri non servono a nulla, sono esseri libidinosi e l’unica cosa che gli interessa nella vita è copulare, copulare, copulare, copulare, copulare…copulare. E poi purtroppo, si moltiplicano come le zanzare.

    La frenesia riproduttiva dei ne(g)ri, il loro testosterone, vanno bloccati, per il bene nostro e del mondo intero. Se i nostri antenati li trattavano come subumani, non è perché erano cattivi, ma perché erano saggi e sapevano che lasciando un ne(g)ro libero di agire, questi ne approfitta e si prende la mano con tutto il braccio.

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