Allarme nordafricani a Milano: massacrati e rapinati perché italiani, nelle baby gang anche un 12enne

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In aumento esponenziale i reati commessi da giovani e giovanissimi immigrati: le cosiddette ‘seconde generazioni’. Moltissimi nati in Italia, a diciotto anni avranno anche la nostra cittadinanza con l’attuale legge votata dal Parlamento di Tangentop

Da aprile dell’anno scorso, anche per colpa di una deriva criminale che ha cavalcato negativamente la cultura musicale rap delle seconde generazioni afroislamiche, i nordafricani non hanno esitato a opporsi alle forze dell’ordine. Lo dimostrano i fatti accaduti il 10 aprile a San Siro, in piazzale Selinunte, a metà maggio in via Zamagna, ma anche a luglio davanti alla discoteca Old Fashion, tanto per citare solo gli esempi più noti. Protagonisti: tutti immigrati. Tutti arabi e nordafricani. Come gli stupratori di piazza Duomo.

Drammaticamente numerose anche le rapine per strada e nei parchi, messe a segno da giovani contro coetanei.

Stavolta a colpire è l’età del più giovane dei componenti della baby gang: 12 anni. E forse non è un caso che fosse lui, non imputabile perché minore di 14 anni (la soglia oltre la quale scatta l’imputabilità di una persona per i reati commessi), a tenere con sé tutti i coltelli utilizzati qualche minuto prima per terrorizzare due ragazzini e costringerli a consegnare un cappellino da baseball.

Per il resto, il raid di gruppo andato in scena nel tardo pomeriggio di mercoledì non si discosta molto dalle dinamiche da “branco” già emerse più volte nel recentissimo passato: in tanti contro pochi, spesso armati, per derubare i malcapitati di bottini più o meno miseri. L’ultimo episodio della serie è andato in scena poco prima delle 18 di due giorni fa in viale Scarampo, a metà strada tra il Portello e CityLife. Due adolescenti di 15 e 17 anni sono stati fermati all’improvviso da quattro coetanei, che hanno tirato fuori le lame per intimare a uno dei due di consegnare il berretto che aveva in testa.

A blitz concluso , i rapinatori si sono allontanati. A quel punto, il quindicenne ha chiamato il 112 per segnalare l’aggressione, e sul posto sono arrivati nel giro di pochi minuti gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale della Questura. I poliziotti delle Volanti hanno raccolto la testimonianza dei due ragazzi, concentrandosi in particolare sulla via di fuga e sulla descrizione dei membri della banda (fisionomia e tipo di abbigliamento).

Un rapido giro di perlustrazione nella zona è bastato agli investigatori per rintracciare rapidamente i presunti responsabili: il primo è stato intercettato a poche centinaia di metri, sempre lungo viale Scarampo; gli altri un po’ avanti, in via Aldo Rossi. Le perquisizioni hanno tolto ogni dubbio: uno dei minorenni aveva con sé il cappellino Nike; un altro, il più piccolo, aveva in tasca i coltelli. Di conseguenza, i quattro sono stati denunciati per rapina in concorso: oltre al dodicenne di Rho, sono finiti nei guai anche un quindicenne, una sedicenne e un diciassettenne, che risultano residenti tra Arluno e Legnano. I raid delle baby gang stanno purtroppo diventando una triste consuetudine, come abbiamo più volte raccontato sul Giorno .

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Una decina di giorni fa , ad esempio, avevamo dato conto della storia del trentacinquenne accerchiato e malmenato da una banda di una quindicina di giovanissimi IMMIGRATI in piazza Ascoli:

Quindici figli di immigrati lo massacrano di botte perché è italiano

“Mi hanno preso a pugni sul volto – la denuncia – e uno ha anche cercato di accoltellarmi. La mia salvezza? Un taxi. Sono riuscito a salire mentre mi inseguivano e mi sono fatto accompagnare direttamente all’ospedale”.

L’ennesimo rapper afroislamico arrestato:

Milano fogna multietnica: arrestato un altro rapper nordafricano, Islam Abd el Karim




Un pensiero su “Allarme nordafricani a Milano: massacrati e rapinati perché italiani, nelle baby gang anche un 12enne”

  1. E intanto condannano dei ragazzi per aver letto un foglietto dove deploravano le azioni di chi vuole tanto male alla patria.
    Mi chiedo con quale accusa, ma la fantasia non ha limiti, soprattutto quando si tratta di colpire il nemico, o chi si considera tale.

I commenti sono chiusi.