Renzi e FI affondano anche la Belloni: “Non si va dai Servizi segreti al Quirinale”

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“Non penso che sia minimamente possibile votare la capo dei Servizi segreti alla presidenza della Repubblica: non sta né in cielo né in terra. Se è il suo nome proporremo di non votarlo”. Matteo Renzi, leader di Italia Viva, si esprime così sull’ipotesi di candidatura di Elisabetta Belloni a presidente della Repubblica.

“Indipendentemente dal nome, in una democrazia del 2022 il capo dei Servizi segreti non diventa presidente della Repubblica, se non lasciando tutti gli incarichi e candidandosi di fronte ai cittadini”, ha aggiunto Renzi a Radio Leopolda. “Se è il suo nome, domani proporremo di non votarlo”, ha affermato.

“Che il capo dei servizi segreti in carica diventi Presidente della Repubblica è inaccettabile” ha twittato, poi, in serata. “Si tratta di una deriva senza precedenti. Non voterò Elisabetta Belloni. Che è una mia amica. Ma dai Servizi Segreti non si va al Quirinale: chi non lo capisce non ha cultura istituzionale”.

Ci tocca essere d’accordo con Renzi. Certo, l’alternativa Cartabia è anche peggiore. L’Italia non aveva uno stratega all’altezza di Salvini dai tempi di Cadorna.

Il livello della politica italiana. Chiunque purché sia donna:

I vostri nomi fanno letteralmente schifo. Non c’è una donna decente nelle liste di questi giorni.

Sulla Belloni arriva la frenata di Forza Italia. “Per noi non va bene”, ha annunciato Licia Ronzulli. Sulla stessa linea Matteo Renzi: “È una straordinaria professionista, un’amica. Ma non penso che sia minimamente possibile votare la capo dei Servizi segreti alla presidenza della Repubblica. Non sta né in cielo né in terra. Se è il suo nome proporremo di non votarlo”.

Idem per Liberi e uguali, che fa notare come – “con tutto il rispetto per la competenza e la capacità di Elisabetta Belloni” – sia “assolutamente inopportuno” che il capo dei servizi segreti diventi presidente della Repubblica. Allo stesso modo Leu fa notare che “non è accettabile che la presidenza della Repubblica e la guida del governo siano affidate entrambe a personalità tecniche e non politiche”.

Il Partito democratico conferma che nel ventaglio delle ipotesi vi sono anche candidature femminili di assoluto valore ma, denunciano fonti del Pd, “ci vuole serietà” poiché “la cosa peggiore è continuare col metodo di questi giorni che consiste nel bruciare con improvvide fughe in avanti ogni possibilità di intesa”. Intanto le stesse fonti invitano tutti “a prendere atto della spinta che da due giorni e in modo trasversale in Parlamento viene a favore della riconferma del presidente Mattarella”.

Stando a quanto riferito dall’Ansa, in giornata Salvini avrebbe incontrato il premier Mario Draghi: il leader della Lega e il presidente del Consiglio sarebbero stati visti uscire, a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro, dallo stesso palazzo nei pressi di via Veneto. Sia da Palazzo Chigi sia dagli ambienti del Carroccio risuona un “no comment”.