Marocchino per tre volte sul treno senza biglietto: per la terza volta picchia tutti

Condividi!

In un Paese normale al primo reato o sanzione amministrativa l’immigrato perderebbe il permesso di soggiorno. Ma, ancora, in un Paese normale non esisterebbe immigrazione.

Lo stesso copione, per la terza volta. Il controllo a bordo, gli insulti, le minacce, le botte e poi le manette. Un uomo di 32 anni, un cittadino marocchino, è stato arrestato martedì mattina a Sesto San Giovanni con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale dopo aver dato in escandescenze a bordo di un treno partito da Bergamo e diretto a Milano e costretto a restare fermo per oltre un’ora.

La miccia si è innescata verso le 12.30, poco prima che il convoglio arrivasse nella stazione di Sesto, quando il 32enne è stato avvicinato dal controllore che gli ha chiesto il titolo di viaggio. Sprovvisto del biglietto, il passeggero ha cominciato a insultare e minacciare il dipendente Trenord, che ha cercato di tranquillizzarlo. Nello stesso vagone era presente un carabiniere in borghese e libero dal servizio, che è intervenuto per aiutare il capotreno e bloccare il 32enne. Per tutta risposta, però, l’aggressore si è scagliato anche contro il militare, che è stato colpito con un pugno in pieno volto tanto che è stato costretto al ricovero in pronto soccorso, da dove è stato poi dimesso con una prognosi di 12 giorni per una ferita lacero contusa al labbro.

Il passeggero è invece stato definitivamente immobilizzato dagli uomini del Radiomobile, che lo hanno dichiarato in arresto.

E non è la prima volta che accade. Stando a quanto appreso, infatti, nel suo passato ci sono almeno due precedenti praticamente identici: in entrambe le occasioni era stato sorpreso in treno senza biglietto e aveva aggredito i militari.

Senza biglietto per la terza volta: aggredisce tutti per la terza volta




5 pensieri su “Marocchino per tre volte sul treno senza biglietto: per la terza volta picchia tutti”

  1. Uno spunto per la redazione e tutti gli amici [non sapevo dove scrivere 🙂 ]
    Antani suggerisce molte cose sensate e carine.
    Io mi permetto di indicarne altre.

    Visto che ci stanno trapanado gli zebedei collo ipocrita gnao-gnao su Falcone&Borsellino (mi riprometto ricerca) ed ora su Guido Rossa,
    https://it.wikipedia.org/wiki/Guido_Rossa
    andatevi a leggere, se potete, “Armi e bagagli. Un diario dalle Brigate Rosse” di Enrico Fenzi, con la prefazione di Emanuele Trevi: il primo un brigatista che cerca di “tirarsi fuori”, l’altro è l’amico- vero “original radical chic – peste lo colga”.
    Quindi, se non potete o non ne avete voglia, vi suggerisco di leggere solo la prefazione fatta dall’amico.

    Ora, partendo dalla ricerca su Enrico Fenzi, Guido Rossa fu ucciso da:

    -Riccardo Dura
    https://it.wikipedia.org/wiki/Riccardo_Dura
    -Vincenzo Guagliardo
    https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Guagliardo
    -Lorenzo Carpi
    https://it.wikipedia.org/wiki/Lorenzo_Carpi

    Poi ci fu l’irruzione nell’appartamento di Via Fracchia a Genova, a pochi metri da dove fu ucciso Guido Rossa sotto casa sua,
    https://it.wikipedia.org/wiki/Irruzione_di_via_Fracchia#Genova_28_marzo_1980

    Ora la cosa è molto ramificata e non sto qui ad indicarvela, ma PIPPAPEDIA -da sempre presidiata dalle zecche- non mostra vergogna alcuna nell’accarezzare i protagonisti, giustamente ammazzati, della vicenda: “un colpo alla testa da distanza ravvicinata”, eggià volevano l’invito… Ma è significativo, per il profilo di ognuna di queste merde, l’accarezzamento operato dagli scrittori di PIPPAPEDIA.
    Mi raccomando non tentate di modificare tali pagine, se non protetti da VPN o altro.

I commenti sono chiusi.