Decine di stupri in piazza Duomo: a guidare il branco di 50 musulmani un arabo di 45 anni

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Racconti in presa diretta di uno stupro di massa: con la crudezza, a volte indigeribile, che gli atti giudiziari sono costretti ad avere. Nel provvedimento di fermo di Abdallah Bouguedra e Abdel Ibrahim, i due giovani di origine maghrebina fermati per le violenza di Capodanno a Milano, sono riportati fotogrammi che vanno aldilà di quanto emerso finora: e che condizioneranno inevitabilmente la decisione, attesa per oggi, sulla scarcerazione chiesta dai due.

Una testimone racconta di avere visto una vittima accerchiata da una folla di uomini sul lato est di piazza Duomo tra cui «un uomo con giubbotto rosso che urlava la ragazza, la ragazza intento a strapparle i vestiti e a strattonarla». Quando finalmente arriva la polizia il branco si allontana, «lasciando la ragazza a terra, denudata nella parte inferiore del corpo e con i pantaloni abbassati fino ai piedi». È la vittima cui alla clinica Mangiagali «i medici hanno riscontrato evidenti escoriazioni su entrambe le mammelle e sui genitali, e anche sangue nonché tumefazioni su varie parti del corpo». La vittima, interrogata alle 3.55 del mattino, racconta che «il gruppo riusciva ad abbassarle i pantaloni per poi toccarle la vagina, anche infilando le dita all’interno della stessa».

Questa furia maniacale verso le parti più intime delle vittime sembra un modus operandi costante del branco. A farne le spese è poco dopo una ragazza che si trova all’ingresso della Galleria Vittorio Emanuele (il «Salotto buono» di Milano….): e che il giorno dopo racconta «di essere stata letteralmente travolta alle spalle da un’ondata di uomini che l’avevano palpeggiata violentemente nelle parti intime, mettendole le mani sul fondoschiena, sull’ano, sulla vagina al punto da rompere i collant». Un’altra ragazza spiega che «quella sera indossava un vestitino e ricordava di aver sentito delle mani che dietro le sue spalla le afferravano le calze all’altezza della vagina e dei glutei».

Insieme all’ossessione del branco per il corpo femminile, dai verbali riportati nel decreto di fermo firmato dal pm Alessia Menegazzo emergono numerosi altri dettagli che confermano come i due arresti siano solo l’inizio della caccia ai responsabili. Le testimonianze delle vittime e dei loro amici descrivono con chiarezza altri protagonisti delle aggressioni: compreso quello che alcuni indicano come il «capo». «Un uomo di circa 45 anni, calvo, con occhi chiari e carnagione chiara, con una camicia nera con decorazioni gialle tipo Versace»: parlava italiano, ma con lo stesso accento dei ragazzi del branco. E mentre cresce il numero dei potenziali indagati cresce purtroppo anche il numero delle vittime: sugli uffici della Procura e della Mobile continuano ad arrivare segnalazioni e denunce di ragazze che hanno dovuto subire le violenze del branco. Le denunce arrivano da diverse parti d’Italia perchè la sera di San Silvestro erano arrivati a Milano ragazzi e ragazze anche da lontano, convinti di poter festeggiare serenamente il nuovo anno nel cuore di una città sicura. Si sbagliavano.

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“Al di là di ogni ragionevole dubbio gli episodi di Milano ricordano in modo chiaro quanto accaduto a Colonia e in numerose altre città europee nella notte di San Silvestro di sei anni fa, quando gruppi di immigrati di origine araba e nordafricana, con chiara matrice fondamentalista islamica, molestarono, derubarono e in diversi casi stuprarono centinaia di giovani donne scese in piazza per festeggiare il Capodanno. Si tratta di azioni non casuali ma pianificate, coordinate e premeditate, messe in opera per rivendicare un modello di società, tipico del fondamentalismo islamico, che non ammette il riconoscimento della parità di diritti delle donne.” Ha spiegato il senatore Giovanbattista Fazzolari, responsabile del programma di FdI, annunciando l’interrogazione al Ministro Lamorgese.

Il riferimento è ai fatti di Colonia, Amburgo, Zurigo, Salisburgo ed Helsinki.

Il 10 gennaio 2016, infatti, il giornale tedesco Die Welt usò il termine taharrush gamea, citando la polizia federale tedesca in relazione alle aggressioni verificatesi alla stazione di Colonia tra il 31 dicembre 2015 e il 1º gennaio 2016, quando numerose donne denunciarono di aver subito rapine e molestie sessuali da parte di gruppi di uomini di aspetto nordafricano o arabo. Episodi analoghi, sempre nella notte di San Silvestro, furono denunciati anche ad Amburgo, oltre che a Zurigo, Salisburgo ed Helsinki.

Il 10 gennaio 2016, anche un rapporto del Ministero dell’Interno della Renania Settentrionale-Vestfalia sulle aggressioni ha definito “taharrush gamea” il termine con cui è noto nei Paesi arabi un modus operandi descritto come “molestia sessuale collettiva che si svolge in mezzo a una folla”, paragonando l’incidente di Colonia agli incidenti che hanno avuto luogo a Il Cairo in Piazza Tahrir durante la rivoluzione egiziana del 2011.

Il rapporto ha affermato che gli autori dei reati sono stati “quasi esclusivamente” di contesto migratorio “nordafricano e arabo”, e che 14 dei 19 sospettati identificati dalla polizia venivano da Marocco e Algeria.

Fratelli d’italia ha chiesto al Governo e al Ministro dell’Interno Lamorgese se condivide che i fatti di Capodanno in piazza a Milano siano riconducibili e assimilabili al cosiddetto “Taharrush gamea” e alle violenze verificatesi sei anni fa a Colonia e nel resto d’Europa, stanti le modalità dell’azione e la provenienza degli autori, per lo più immigrati arabi e nordafricani; se il Governo non reputi che l’immigrazione illegale di massa registrata negli ultimi anni non abbia accresciuto il rischio di fenomeni criminosi di questa natura; quali misure urgenti il Ministro interrogato intenda adottare per scongiurare il rischio che simili violenze si ripetano e proteggere la popolazione, soprattutto femminile, da rapine, abusi, molestie e violenza sessuale in occasione di feste di piazza e contesti affollati.

Sono tutti regolari gli stupratori di piazza Duomo. Si tratta di figli di immigrati che lavorano. E’ l’immigrazione regolare di massa che genera i mostri di Milano. E di tutta Italia. Serve una moratorio decennale di tutta l’immigrazione. E rimpatri di massa anche di regolari.




5 pensieri su “Decine di stupri in piazza Duomo: a guidare il branco di 50 musulmani un arabo di 45 anni”

  1. Se questo bastardo figlio di puttanaccia araba li guidava allora era un imam.Della peggior specie.Da ammazzare subito.

I commenti sono chiusi.