Stupri Capodanno, autrice filmato: “Mai viste scene del genere, parlavano tutti arabo”

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“Non temo ritorsioni, ho fatto la cosa giusta e la rifarei. Preferivo non essere indifferente, non volevo tornare a casa sapendo che potevo fare qualcosa e non l’avevo fatta”. Più che una testimone chiave, Chiara, giovane di Cesenatico, è stata decisiva la notte di Capodanno quando, durante le violenze afroislamiche di piazza Duomo, non ha esitato ad aiutare una ragazza di 19 anni, che quella notte, assieme ad altre giovani, è stata aggredita da gruppi di 40-50 nordafricani.

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“Ero a Milano per trascorrere qualche giorno – racconta – e mi sono data appuntamento in piazza con degli amici quando ho visto questo gruppo di ragazzi. Ho pensato che stessero facendo una rissa, così ho preso il telefono in mano e ho fatto partire il video, come faccio spesso. Solo che quando ho stoppato mi sono resa conto di quello che stava accadendo”.

Chiara racconta vede una giovane per terra, seminuda, circondata da una trentina di nordafricani, come poi confermato dalla procura. “Non la conoscevo – spiega – mi sono subito fiondata nella mischia, ho aperto le braccia verso di lei e ho spinto i ragazzi via. Era per terra nuda, senza reggiseno, senza maglia, con i pantaloni rovesciati alle caviglie. Dopo 15 secondi sono intervenuti i poliziotti che sono riusciti a portarla poco più in là. Poi è arrivata una poliziotta, è stata con me, con questa ragazza e con una sua amica, che per fortuna era riuscita a sfuggire all’aggressione. Era molto impaurita, l’hanno portata in ospedale per fare i controlli. Sono andata con loro e ho fatto il verbale”.

Di quello che diceva il gruppo, Chiara non è riuscita ad afferrare molto: “Parlavano in una lingua straniera – sottolinea – nel video si sente un ragazzo che dice ‘guardate, c’è la polizia’. Per capirlo mi sono fatta aiutare da una mia amica marocchina che ha tradotto”. Chiara ha avuto molto coraggio quella sera: “Non ci ho pensato minimamente, i miei genitori mi hanno fatto notare che ho rischiato davvero tanto ma non ho temuto di subire stesse violenze – rimarca -. Dall’aspetto sembro un maschio, indossavo il giubbotto e la felpa con il cappuccio, credo abbiano pensato che volessi fare la stessa cosa che stavano facendo loro. Io non ho mai visto una scena del genere, abito a Cesenatico e le cose più grosse cui ho assistito sono delle risse”. Ora spera che venga fatta giustizia. “Vorrei che quello che ho fatto non fosse stato invano” ammette la giovane, che è restata in contatto con la 19enne. “A volte parliamo, le chiedo come sta – dice -. Ora si sta riprendendo, pian piano”.




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