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Pakistano irrompe armato in questura: “Voglio ammazzare bambini italiani se non mi rimpatriate”

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Coltelli puntati contro i poliziotti e minacce di morte proferite nei loro confronti, nell’atrio della questura di Reggio Emilia: “Se non mi rimpatriate, vi ammazzo”.

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Per rendere ancora più convincente la sua richiesta, il pakistano non ha esitato a definirsi fondamentalista islamico: “Sono un talebano”.

Ha scatenato allarme il blitz di un immigrato musulmano che, presentandosi come pakistano e chiedendo di tornare nel suo Paese natale, ha brandito ripetutamente i coltelli contro i poliziotti. E, pure dopo l’arresto, ha insistito, continuando a inveire contro gli agenti e ventilando di uccidere anche bambini.

Poi non dite che non ha avvisato.

Il ragazzo, che ha 19 anni, nella mattina di martedi, poco prima delle 9, si è presentato al posto di guardia della caserma di via Dante, dove ogni giorno vanno tanti cittadini per sporgere denuncia o chiedere informazioni. Lui avanza una richiesta in tono perentorio: “Voglio essere subito rimpatriato”.

Richiesta che, naturalmente, l’agente che sta al di là del vetro che lo separa dai cittadini non può certo soddisfare.

L’altro reagisce in modo eccessivo e inaspettato: brandisce due coltelli da cucina, con lama lunga 23 centimetri, e ribadisce la sua domanda, dicendo che lui, se non fosse stato portato subito in Pakistan, lo avrebbe ucciso.

E rincara la dose dicendo di essere un talebano.

Immediatamente intervengono poliziotti che avviano con lui una mediazione e lo convincono a consegnare entrambi i coltelli. Sembrava che il 19enne si fosse calmato, ma non è andata così: poco dopo, infatti, a sorpresa, estrae un terzo coltello che teneva infilato dentro uno stivale e ribadisce le minacce di morte ai poliziotti.

A quel punto viene immobilizzato e per lui scatta l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale e porto di oggetti atti a offendere, per i tre coltelli da cucina che aveva portato con sé.

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Ma neppure le manette lo fanno desistere dal ventilare propositi estremi: anche dopo l’arresto, oltre a ribadire di voler uccidere poliziotti se non fosse stato rimpatriato, minaccia anche di ammazzare “persone del tutto innocenti, persino bambini”.

Il giudice per le indagini preliminari Luca Ramponi ha convalidato per lui la custodia cautelare in carcere. “È una misura giustificata dalle concrete modalità del fatto e dalla sicura pericolosità sociale – scrive il gip – manifestata dall’indagato prima e dopo il reato per il quale è stato arrestato”.

L’opzione più restrittiva è scattata anche perché lui risulta privo di un’occupazione, di un sostegno economico e di un recapito idoneo dove possa essere sottoposto agli arresti domiciliari.

Il gip descrive la sua condotta come “violenta e ingiustificata, fondata su motivazioni irrazionali, ovvero la volontà di ottenere il rimpatrio”.

E rimarca quella frase da lui pronunciata davanti ai poliziotti: “Si è dato carattere ideologico definendosi talebano”.

Stando alle sue dichiarazioni, il 19enne sarebbe senza un fissa dimora, che dormiva nella zona della stazione ferroviaria.

Ha riferito che i coltelli glieli avrebbe dati un italiano.

Per lui, che si è sottoposto all’interrogatorio di garanzia, potrebbe profilarsi una perizia psichiatrica, alla luce di un comportamento che è apparso, oltreché spregiudicato, anomalo.

Questi non lo mollano. Non rimpatriano nessuno.




4 pensieri su “Pakistano irrompe armato in questura: “Voglio ammazzare bambini italiani se non mi rimpatriate””

  1. O in Italia usate TOLLERANZA ZERO o questi criminali di IMPORTAZIONE vi renderanno l esistenza molto brutta.

I commenti sono chiusi.