Islamici: “Italia è il nostro Paese ormai” – VIDEO

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Musulmani d’Italia li definiva qualche tempo fa il FQ, con la sua giornalista che entrava nella moschea ‘romana’ tutta velata: “10mila nel quartiere, questo è il mio Paese”.

Sono gli stessi che definiscono l’Italia ‘sessista’ verso le donne: qualunque cosa significhi.

No, non è e non sarà mai il vostro Paese.

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Interessante come le femministe siano pronte a mettersi il cencio in testa per ‘rispetto’ degli invasori. Le stesse che parlano di ‘patriarcato’ in Italia. Patetiche:

A proposito, questo imam celebrava un funerale islamico in mezzo alla strada:

Funerale islamico a Roma, in mezzo alla strada – FOTO

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Parliamo di questa situazione:

Le Molenbeek di Roma: Centocelle, San Basilio, Torpignattara – VIDEO

Quello che ha fatto Salvini quando era al governo, azzerare gli sbarchi, è stato enorme. Ma non sarà nulla se il prossimo governo sovranista non abrogherà i ricongiungimenti familiari: è con questi che ci invadono. Un’invasione meno visibile, ma più numerosa e profonda.

Islamici marciano su Roma al grido Allah Akbar – VIDEO CHOC




9 pensieri su “Islamici: “Italia è il nostro Paese ormai” – VIDEO”

  1. Se un mussulmano aprisse il libro di Storia e leggesse della battaglia di Poitiers si riconoscerebbe in Carlo Martello o in Abd al Rahman?

    Da notare che l’imam di Torpignattara è omonimo del governatore arabo di Spagna che capitanò l’incursione in Francia conclusasi colla battaglia di Poitiers.

    1. Mi sono sbagliato. Non fu un’incursione, ma un vero e proprio tentativo di conquista.
      La spedizione araboberbera contava migliaia di guerrieri ed era guidata dallo stesso governatore di Al Andalus, perito in battaglia. Le perdite degl’invasori furono talmente gravi che le fonti arabe definiscono la battaglia ”campo dei martiri”.
      In seguito vi furono altre razzie a nord dei Pirenei, tuttavia nessuna ebbe più le dimensioni di quella del 732.

      A Poitiers i Franchi salvarono l’Europa.

  2. Ah già “L’Italia sono anch’io”, recita la campagna avviata nel 2017 da Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, CISL ANOLF, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1° Marzo, Comune di Reggio Emilia, Comunità di Sant’Egidio, Coordinamento Enti Locali Per La Pace, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Legambiente, Libera, Lunaria, Fondazione Migrantes, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 – Seconde Generazioni, Tavola della Pace, Terra del Fuoco, SEI, UIL, UISP e dall’editore Carlo Feltrinelli. Per chiedere il regalo della cittadinanza a tutti gli allogeni.

    Nell’elenco figurano pure le tre maggiori sigle sindacali. Bah!

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