Treni lombardi fuori controllo: “Capotreno hanno paura, niente multe ai clandestini senza biglietto”

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Cosa può andare storto con un personale come quello che Trenord (controllata dalla Regione Lombardia e quindi dalla Lega) assume per la sicurezza?

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Ieri, il giorno dopo l’arresto dei due stupratori ritenuti responsabili di aver violentato una 21enne sul treno regionale tra Milano Cadorna e Varese Nord (linea S5), abbiamo chiesto a Trenord d’intervistare la presidente Federica Santini a proposito dell’utenza che frequenta i treni e della sicurezza a bordo, ma l’azienda spiega che non parla di un argomento che considera «un problema di ordine pubblico da affrontare sul territorio, magari con i sindaci delle varie località».

Allora abbiamo sentito uno di quei pendolari che sei giorni su sette, tutto l’anno – scrupolosamente muniti di abbonamento e desiderosi solo di raggiungere il posto di lavoro e, una volta terminato l’impegno quotidiano, tornarsene a casa – viaggiano lungo la linea S5, la Treviglio-Varese.

Luca (il nome è rigorosamente di fantasia), 47 anni, residente a Milano, ha una occupazione in orari notturni a Legnano. Così ogni giorno prende il passante ferroviario che parte dalla stazione cittadina di Porta Vittoria alle 16.53 e raggiunge Legnano alle 17.40; la mattina dopo riparte alle 6.50 per Milano e arriva a Porta Garibaldi alle 7.40.

«Se avessi una moglie o una figlia che viaggiano su questa linea non sarei affatto tranquillo perché a bordo dei convogli di Trenord non ci sono controlli ed è evidente che si lesinano sulla sicurezza – esordisce -. La maggior parte dei viaggiatori raggiunge le aree superiori delle carrozze dove neanche i controllori, perlopiù ragazzi che non raggiungono i 30 anni di età, vanno mai. Fatto comprensibile questo: quella zona delle carrozze è frequentata quasi esclusivamente da gente poco raccomandabile, infatti è anche particolarmente sporca, i viaggiatori non esitano a lasciarci sopra bottiglie e molto altro. Anche i capotreno hanno paura, infatti non fanno più le multe a chi non ha il biglietto, ma invitano il passeggero a scendere alla fermata successiva: nel tempo ne ho visti molti maltrattati o addirittura picchiati, senza pensare a quel poveretto a cui nel 2015 quasi staccarono un braccio con il machete e sempre lungo questa linea, la S5. Manca personale, i treni – che molto spesso sono doppi e capita che vengano attaccate anche quattro motrici – sono deserti, in certi orari vedo donne che hanno paura a sedersi perché temono brutti incontri e hanno ragione. L’utenza? È tenuta solo a pagare il biglietto, poi è tutto dovuto: anche le ragioni dei ritardi giornalieri su questa linea non ce li spiegano mai».

Sul fronte sicurezza a bordo treno ieri si è espresso anche Fabrizio Cecchetti, vicecapogruppo della Lega alla Camera e coordinatore della Lega Lombarda. «Complimenti alle forze dell’ordine per aver individuato e fermato i due presunti autori delle violenze sessuali avvenuti nei giorni scorsi sulla tratta Milano-Varese. Questa duplice aggressione sessuale conferma la necessità di una maggiore sorveglianza e presenza di uomini in divisa sui treni della Lombardia» sostiene Cecchetti. E continua: «Regione Lombardia aveva messo a disposizione delle risorse per potenziare la sicurezza sui treni lombardi ma dal ministero dell’Interno era arrivato uno stop a questa disponibilità. Questi gravi episodi confermano l’urgenza di mettere personale di sicurezza sui treni lombardi».




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