AL VOTO! I SEGGI CHIUDONO:

FRANCIA RIMANDA 40MILA CLANDESTINI A VENTIMIGLIA: LORO ASSALTANO LE CASE

Vox
Condividi!

Ventimiglia è assediata dai clandestini. La città di confine, proprio come tale, vede la costante presenza di centinaia di persone che, venute via dai centri di accoglienza del Sud Italia dove arrivano con ogni mezzo, tentano il passaggio in Francia.

VERIFICA LA NOTIZIA

In molti casi, come per il terrorista di Nizza, si tratta di tunisini che, terminata la crociera ormai inclusa nel soggiorno, vengono caricati su treni verso nord dalle cosiddetta autorità.

E con i continui respingimenti dei francesi e l’arrivo costante di nuovi clandestini, i ventimigliesi sono costretti ad una convivenza forzata con gli invasori, pericolosa con il virus che si può diffondere.

Esacerbata anche dai controlli capillari delle nostre autorità:

Ventimiglia, controlli capillari alla frontiera per evitare che i clandestini lascino l’Italia: bloccati 392 veicoli

Nessuno deve uscire.

Vox

Molti, vivono attorno alla stazione ferroviaria e hanno anche allestito baracche di fortuna sulle spiagge. Altri si trovano spesso nella zona di Ponte San Luigi, dove alcune associazioni di accoglioni ne favoriscono la permanenza sul territorio fornendo coccole e portando pasticcini.

La situazione sta peggiorando di giorno in giorno anche in funzione delle migliaia di respingimenti: lo scorso anno 19mila respingimenti di clandestini, fatti dalla Francia, quest’anno non ci sono ancora cifre ufficiali. Ma possiamo ragionevolmente pensare che i numeri siano simili.

E, tra l’altro, crescono i timori per i residenti delle zone di Ponte San Ludovico e Ponte San Luigi, dove in molte abitazioni sono state installate delle inferriate per evitare che i clandestini possano ‘occuparle’.

Ad oggi la preoccupazione maggiore dei ventimigliesi, però, riguarda la possibile ulteriore diffusione del contagio visto che per i migranti gli assembramenti sono all’ordine del giorno e, spesso, anche senza la mascherina. Ma loro possono.

Continuano a definire i tunisini e africaglia varia che assedia Ventimiglia ‘profughi’. Questi sono i clandestini che Lamorgese ogni giorno trasferisce da Lampedusa alla terraferma con un ‘foglio di via’. E che si accalcano nelle nostre città o al confine con la Francia.

Se avessimo una magistratura seria Lamorgese sarebbe stata arrestata mesi fa. E non solo per lo stupro dell’italiano.




4 pensieri su “FRANCIA RIMANDA 40MILA CLANDESTINI A VENTIMIGLIA: LORO ASSALTANO LE CASE”

  1. Ricordiamoci chi sono i francesi:
    ”Divisa in piccoli regni, l’Italia offre lo spettacolo vario e lusinghiero di numerose capitali animate da corti floride e brillanti, che rendono il nostro suolo sì bello agli occhi dello straniero. Questa specie di grandezza può consolarci di quella che noi perdemmo. Sì, noi fummo grandi una volta: noi rigettammo quei galli, che il tempo ha resi più forti, fuori delle nostre terre, noi li cacciammo alle loro tane, noi li soggiogammo, noi li facemmo nostri schiavi. Dalle colonne d’Ercole sino al Caucaso noi stendemmo la gloria del nostro nome e il terrore delle nostre armi. Tutto si sottomise al nostro impero, tutto cedé al nostro valore, e noi fummo i signori del mondo. Fummo per questo felici? Le discordie civili, le guerre, le vittorie stesse non ci lasciavano un’ora di quella pace che tutto il mondo sospira. Il tempio di Giano sempre aperto vomitava disordini e sventure. Padroni dell’universo, noi non lo eravamo di noi stessi. Ci convenne conquistare la sede delle scienze per apprendere a regolare le nostre passioni. Terribili a tutto il mondo, noi eravamo, ciò che ora è la Francia, l’oggetto della esecrazione di tutti i popoli. […] Ci basti. Ebbimo ancor noi il nome di tiranni, fummo ancor noi tinti di sangue. La nostra grandezza, la nostra felicità deve dunque consistere in fare degli infelici? Italiani! Rinunziamo al brillante ed appigliamoci al solido. Quando ci si propone un potere pernicioso o una pace di cui tutto ci garantisce la durata, rigettiamo l’uno ed eleggiamo l’altra: quello ci darebbe dei nomi e questa ci dà delle cose; quello una gloria fantastica e questa dei reali vantaggi. Una nazione non deve esitare nella scelta della sua vera felicità. Noi abbiamo a sperare un riposo veramente durevole. Se qualcuno volesse turbarlo, noi saremmo difesi da tutta l’Europa. […] L’Italia sarà dunque la più felice di tutte le nazioni, e il mantenerla in questo stato sarà dell’interesse di tutta l’Europa. Essa non avrà a temere che la nemica dell’universo, la Francia.
    È tempo, italiani, di risvegliare il vostro entusiasmo.
    […] l’Italia per colpa della Francia ha già perduta una parte del suo splendore. Ambizioso e vile, quel popolo sciagurato ci ha rapiti i più cari oggetti della nostra compiacenza e del nostro innocente orgoglio: i preziosi monumenti delle arti. L’Italia gettò un grido di lamento quando vide le sue contrade spogliarsi di ciò che ne formava la gloria, saccheggiarsi i suoi palagi, i suoi tempii privarsi dei loro più vaghi ornamenti, che formavano l’ammirazione dell’Europa e che intieri secoli non valgono a rimpiazzare. Ella vide lunghe file di carri carichi delle sue spoglie recarsi a valicare le Alpi e ad abbellire terre straniere, mentre il Francese avido e sitibondo, chiedeva nuove prede e nuova esca alla sua insaziabile ingordigia; […] lo straniero, non potendo rapirti gl’ingegni, ne usurpa i frutti e ti priva del modo di mostrare all’Europa con autentiche testimonianze la tua superiorità. Italiani! Si vuol privarvi di quella gloria che avete acquistata da tanto tempo e che tanti secoli vi confermarono. Non permettete che lo straniero profitti del vostro silenzio. […]
    Noi fummo un tempo più di loro potenti, ma non esitiamo a confessare che noi fummo dei tiranni. […]
    Francesi! È giunto il tempo del vostro abbassamento. Il vostro potere declina all’occaso, come declinava il nostro ai tempi di Teodorico e di Totila. […] Tiranni! esecrazione dei popoli, orrore dei posteri, abominio dei secoli! Tremate. […]
    La Francia e l’Italia, disse non ha guari un francese, dovrebbono rinunciare per sempre l’una all’altra. Ancora un momento, francesi, e i vostri desideri saranno adempiti. Noi verremo fra voi colla spada alla mano, noi combatteremo finché non avremo assicurato un riposo stabile alle nostre famiglie, una pace solida alla nostra patria, e poi vi abbandoneremo per sempre. Solo coll’abbandonarvi ricupereremo quella felicità che ci avete tolta e che il nostro valore e quello dell’Europa ci avranno ridonata.”

    Giacomo Leopardi, Agl’Italiani, Orazione in occasione della liberazione del Piceno, 1815; grassetto mio.

  2. Tra sbarchi clandestini, sbarchi fantasma, ingressi dalla rotta balcanica, ricongiungimenti familiari, respingimenti di francia e germania e ponti aerei, in italia entrano non meno di 300.000 afroislamici.

I commenti sono chiusi.