Ragazzino italiano pestato a calci e pugni da 10 figli di immigrati

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«Con la scusa di cambiare delle monete hanno accerchiato mio figlio e due suoi amici, erano una decina. Il tutto per rubare 30 euro. Lo hanno così picchiato, colpito con pugni e calci. Fortunatamente, non ha riportato gravi lesioni. Ma la cosa più brutta è che tutto è avvenuto in pieno centro, poco dopo le 21, e nessuno è intervenuto». Sono parole pronunciate con dolore e amarezza quelle di Alberto Mobili, padre di Giacomo, un giovane civitanovese di 16 anni che è stato dimesso dal pronto soccorso dopo essere stato massacrato di botte da una decina di immigrati.

A Civitanova, nel Maceratese, dove il problema sarebbe stato Luca Traini 🤔

«Giacomo si trovava vicino alla pensilina di fronte alla banca, quando sono arrivati in gruppo. Una decina di ragazzi, all’apparenza di origine straniera e più o meno coetanei, che hanno chiesto a mio figlio e ai suoi due amici se avessero da cambiare delle monete. Come lui ha tirato fuori il portafoglio uno ha cercato di prendere le banconote, circa 30 euro, e lui l’ha fermato. Per tutta risposta è stato colpito da un pugno al volto, poi da un altro ancora. Mio figlio ha quindi cercato di trattenerlo e così sono gli saltati addosso in sei colpendolo con calci e pugni, mentre gli altri bloccavano i suoi amici. Poi si sono dileguati, i ragazzi hanno chiamato i carabinieri, sono intervenuti gli operatori dell’emergenza che hanno accompagnato Giacomo in ospedale. Ha riportato contusioni alla mandibola e al costato, graffi ed escoriazioni, fortunatamente nessuna frattura. L’episodio è stato denunciato, spero che dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza possano venire fuori elementi utili alle indagini e rintracciare i responsabili».

I figli degli immigrati sono la più grande minaccia al futuro dei vostri figli. E anche al presente. Abrogare i ricongiungimenti familiari è urgente.