Torino come Bibbiano: bimba tolta ai genitori per darla a due lesbiche che la maltrattavano

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Ci risiamo, ancora bambini strappati alla famiglia. Torino come Bibbiano.

Un’inchiesta su due piccoli tolti ai genitori e che i servizi sociali hanno affidato a un coppia di lesbiche, ora indagate per maltrattamenti. Falso ideologico. E frode processuale.

Le due lebische sono accusate di aver esercitato pressioni psicologiche sui piccoli per spezzare il legame affettivo con la mamma. E spingerli a rigettare le proprie tradizioni culturali nigeriane. Non a caso, tra i particolari che emergono sull’inchiesta, durante un colloquio una bambina avrebbe detto: «Io mi sento bianca».

Qui la Boldrini va in cortocircuito.

Si conferma a cosa servirebbe il ddl Zan: a rendere legale la sottrazione dei bambini per darli ai gay, con la scusa della ‘omofobia’. Se neghi l’affido a due lesbiche sei omofobo, e magari se due genitori educano un bambino alla normalità sono omofobi a cui il bambino va tolto. Bibbiano è stato l’anticipatore del ddl Zan. E come Bibbiano ci sono tante altre storie.

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E siamo di nuovo qui. A inorridire e a interrogarci sull’ennesimo caso di bambini tolti alla famiglia e affidati a un’altra coppia. Con un procedimento civile in cui la consulenza redatta da una psicoterapeuta privata ipotizza abusi da parte del padre naturale nei confronti del figlio. E, soprattutto, con un nome che ritorna: quello di Nadia Bolognini, psicoterapeuta rinviata a giudizio nell’inchiesta di Bibbiano. Un caso speculare a quello dell’Emilia Romagna, per procedure e personaggi attivati nella vicenda. Un caso scoperto a Torino dai carabinieri.

Una vicenda, quella che arriva dal capoluogo piemontese, che ci riporta a bomba nell’incubo di Bibbiano. Anche in questo caso, infatti, le similitudini tra i due casi sono diverse: e tutte molto inquietanti. Per dirla come riferisce la Stampa, infatti, l’inchiesta torinese vede al centro tre indagati e inquietanti «analogie con la vicenda di Reggio Emilia. I personaggi sono gli stessi»…Già, non solo le pressioni sui minori. Le motivazioni legate all’allontanamento dei piccoli dalla loro famiglia. Ma addirittura una figura chiave che ritorna, da Bibbiano all’ombra della Mole.

L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Cesare Parodi, come riferisce il quotidiano di via Solferino, «coinvolge infatti anche la psicoterapeuta Nadia Bolognini: è l’ex moglie di Claudio Foti, il guru del centro Hansel e Gretel condannato a quattro anni per lo scandalo di Bibbiano. La professionista, rinviata a giudizio a Reggio Emilia, è accusata di falso ideologico». Secondo l’ipotesi della Procura, le sue relazioni e le sue disposizioni avrebbero «condizionato» i servizi sociali portando all’apertura del drammatico iter di adottabilità dei minori. Una storia che, a ogni riga che si aggiunge, rievoca tragicamente i fantasmi non ancora esorcizzati, del caso emiliano-romagnolo. Insomma: è quanto mai lecito chiedersi se siamo di fronte a una Bibbiano 2.

Così, chi pensava che l’aver sollevato il velo sullo scempio di minori perpetrato per anni nelle rossa Emilia Romagna in queste ore si è dovuto ricredere. E amaramente. Una precisazione, che la procura di Torino ha affidato a una nota, chiarisce i termini della questione. E invocando cautela (e provando a buttare acqua sul fuoco per non arrivare a coinvolgere l’intero dipartimento dei servizi sociali) spiega: «L’indagine su un’ipotesi di maltrattamento in danno di minori, per la quale sono stati notificati ieri due divieti di avvicinamento, si è originata da una segnalazione del Tribunale per i Minorenni nell’anno 2018. E ha ad oggetto allo stato un singolo caso di affido».

Il caso di Torino, nello specifico, vede al centro dell’inchiesta due vittime: fratello e sorella. Uniti in un dramma che eleva al quadrato sconcerto e dolore. Come ricostruisce sempre il Corriere, tra gli altri, tutto parte nel 2013. Quando i piccoli hanno quattro e due anni. È la loro mamma, una donna nigeriana, a rivolgersi ai servizi sociali: il maschietto è «problematico», e lei e il marito non hanno gli strumenti culturali ed economici per affrontare la criticità della situazione. Di sicuro, però, nel momento in cui hanno chiesto aiuto, non potevano immaginare che la loro famiglia sarebbe stata martoriata e disgregata per sempre. I piccoli, infatti, verranno allontanati dai genitori e dalla loro casa: e ancora non sono tornati…

Dal maggio scorso i due bimbi vivono in due comunità diverse: la piccola in un centro rieducativo. Il fratello in una struttura terapeutica. Una decisione maturata anche in seguito al lavoro d’indagine dei carabinieri, che dalle intercettazioni catturate nell’estate 2020, sembra abbiano ricostruito un contesto familiare teso, in cui i minori affidati venivano «puniti» in maniera «sproporzionata» rispetto al comportamento. e con tutto il corollario di condizionamenti psicologici mirati a minare, se non proprio a recidere, il legame affettivo con la madre biologica. E a spingerli a rinnegare origini e senso di appartenenza. Ed è proprio in questo quadro che si inserirebbe la figura della psicoterapeuta.

Già, perché nel 2016 i genitori affidatari, su consiglio dei servizi sociali, si rivolgono al centro Hansel e Gretel. Il bambino, che all’epoca aveva 7 anni, è un piccolo definito “problematico” lo ricordiamo. Così inizia una terapia con la dottoressa Bolognini. Il minore mostra degli atteggiamenti che verranno definiti «sessualizzati». E parte la trafila. Come riporta il Corriere della sera, «disegni e colloqui (le registrazioni al momento non sarebbero state trovate) diventano la base di un’accusa di abusi sessuali nei confronti del padre (l’inchiesta sta per essere archiviata). Tra il 2018 e il 2019, il Tribunale sospende gli incontri con la famiglia naturale.

«E si apre la procedura di adottabilità». Rispetto alla quale la madre biologica si oppone fermamente. Mentre, guarda caso, i genitori affidatari si dicono disponibili. poi esplode in tutto il potenziale di orrore e di scandalo il caso Bibbiano. L‘avvocato Ornella Fiore – che assiste la mamma dei bambini – chiede che anche nel suo caso, stante la procedura di adottabilità al vaglio, vengano svolti i dovuti accertamenti. E così parte l’indagine. La stessa che oggi si ferma a quanto fin qui ricostruito. Un’inchiesta tutt’altro che conclusa…

I nigeriani devono stare in Nigeria. Non venire deportati in Italia perché qualcuno vuole bambini da educare all’omosessualità.




2 pensieri su “Torino come Bibbiano: bimba tolta ai genitori per darla a due lesbiche che la maltrattavano”

  1. Non arrestate le due maiale? Lesbiche e froci restino tra loro e non rompano il c….alla società dei normali!!!

  2. I finocchi ed ortaggi vari se vogliono metterselo nel culo ed infornarsi la patata lo facciano pure.Fino a che si ingroppano tra loro nella alcova finocchiesca lasciateglielo fare.Scelte di vita.Ma che non rompano i coglioni di volere anche la prole rubata a persone perbene…Quello NON lo tollero.

I commenti sono chiusi.