Il culo di Greta potrebbe costare 12 anni di carcere al tifoso 🤡

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L’iniziale simpatia verso la ragazza si sta trasformando in disgusto per la strumentalizzazione mediatica di una vicenda più ridicola che tragica.

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La vicenda della giornalista Greta Beccaglia, che un giorno dovrà fare un monumento al suo ‘molestatore’ per la pubblicità gratuita, sta diventando sempre più grottesca e attirando tutto quel sistema parassitario che gravita intorno alla cosiddetta ‘violenza di genere’. Uno stuolo di cooperative che se ne fottono degli stupri commessi dagli immigrarti ma insorgono per una pacca sul culo.

Palpeggiare è reato: la pena va dai 6 ai 12 anni”. L’avvocatessa Quinto chiarisce.

“Palpeggiare è un reato? Sì, la legge 66 del 1996 che lo stabilisce è piuttosto datata ma supera la divisione fino ad allora esistente fra atti di libidine violenta e di congiunzione carnale”. Lo dice l’avvocatessa Carla Quinto, che è anche responsabile legale della cooperativa sociale Be free che si occupa di violenza di genere.

Certo diamogli l’ergastolo. Che poi i palpeggiamenti – ci tocca scadere in argomenti spazzatura – sono cosa diversa dalla pacca di cui sopra.

Il molestatore di Beccaglia: “Non sto bene per quello che ho fatto”. Daspo di 3 anni per lui

Gli inquirenti hanno individuato il palpeggiatore della giornalista a Empoli in Andrea Serrani, 45enne di Chiaravalle. Che dice: “Anche a casa mi hanno detto: ‘Ma come ti è venuto in mente?’”

Un deficiente. Ma ancora più deficiente è il sistema che da giorni si sta occupando di una vicenda demenziale da film di serie b. Con un solo intento: depotenziare il maschio attraverso la colpevolizzazione collettiva di un’azione singola.

Ovviamente, il maschio bianco. Che deve essere addomesticato.

Consiglio alle sconosciute soubrette di provincia: mettetevi d’accordo con un amico, diverrete famose.




10 pensieri su “Il culo di Greta potrebbe costare 12 anni di carcere al tifoso 🤡”

  1. Non è che lo vogliono depotenziare: è nell’intento di depotenziare e nervare tutto il paese, di cui il sesso maschile BIANCO (di certo non un cavernicolo che va a tastare culi in tv, manco fossero d’oro zecchino poi) è percepito come motore trainante e identificatore etnico-socio-culturale. Tutto va nell’ottica della “demoralizzazione felice” di modo da poter accettare passivamente sempre più restrizioni da parte di un esecutivo di criminali traditori. Del resto, ai n3gri (vox, quand’è che togli sta cazzo di censura del n3gro?) non fanno nulla: stRupano, tastano, improperiano, ma è sempre “la loro cultura”…

  2. E ancora mi ripeto, a costo di diventar noioso…

    Pensavo che con il trattamento riservato a tal Traini si fosse “toccato il fondo”, ma vedo che non è così. Sembra una battuta, e la è, ma è una battuta che fa l’occhiolino a un concetto molto serio. Ripensandoci… non vorrei che anche fare l’occhiolino si qualificasse come violenza sessuale, che ormai il livello è quello.

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