PONTE AEREO PER PORTARE IN ITALIA ALTRI 500 AFGHANI: OPERAZIONE CRIMINALE DEL GOVERNO

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Questo sono dei criminali totali. Non hanno alcuna dignità e interesse per il benessere degli italiani.

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E’ stato attivato un ponte aereo con i Paesi limitrofi all’Afghanistan per portare in Italia altri 500 afghani.

Si tratta dell’operazione “Aquila Omnia-Bis”, avviata dalla Difesa. La ‘difesa’ di cosa, oltre che dei vostri indegni stipendi da parassiti in divisa? Non difendete nulla dal 1943. Siete solo al servizio di uno Stato che maltratta i cittadini e importa invasori da ogni dove.

“L’evacuazione della scorsa estate dei cittadini afghani da Kabul – dice il ministro della Difesa Lorenzo Guerini – è stata un’operazione molto complessa, ma l’impegno incessante e silenzioso delle forze armate italiane è proseguito anche in questi mesi. Aquila Omnia bis di oggi testimonia il risultato di un lungo lavoro di squadra grazie alla forte collaborazione tra i ministeri della Difesa, Esteri, Interni e i servizi di informazione”.

Quesi vanno a prendersi afghani che sono arrivati in Paesi come il Pakistan o l’India. Dove non ci sono i ‘terribili’ talebani. Qual è il senso?

Ma voi della Lega cosa ci fate al governo, a parte dimezzare i voti e garantire la poltrona a quella ciofeca di Giorgetti?

L’unica cosa che ci può salvare è Omicron.




2 pensieri su “PONTE AEREO PER PORTARE IN ITALIA ALTRI 500 AFGHANI: OPERAZIONE CRIMINALE DEL GOVERNO”

  1. ”Con questa speranza furono mandati diversi funzionari incaricati di trasportare su veicoli quell’orda selvaggia. Le autorità s’impegnarono con somma cura perché non rimanesse indietro nessuno di quelli che avrebbero distrutto lo Stato Romano, neppure se fosse in preda a morbi mortali.
    Quindi, ottenuto il permesso di attraversare il Danubio e di abitare le zone della Tracia, per concessione dell’imperatore [Valente], venivano trasportati in schiere oltre il fiume giorno e notte su navi, zattere e tronchi d’albero scavati. […]
    Così, grazie allo zelo tempestoso e all’insistenza di alcuni personaggi, penetrava la rovina nello Stato Romano.[…]”
    Ammiano Marcellino, Storie, libro XXXI, capitolo 4, paragrafi 5, 6.

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