Stuprano donne italiane: in testa alla classifica gli africani

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Stiamo importando violenza. La violenza perpetrata dagli immigrati, sempre in costante aumento.

A subirne le conseguenze le categorie più deboli: donne, anziani e bambini. Non certo gli esponenti dell’oligarchia che l’immigrazione la permette, sostiene e propaganda sui propri media.

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Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, il 41,8% delle violenze sessuali denunciate è stato commesso da stranieri (2.009 violenze su un totale di 4.802).

Gli italiani che si rendono colpevoli di reati sessuali sono il rimanente, cioè il 58,2%. Un po’ più della metà. Ma gli italiano sono oltre il 90 per cento della popolazione.

Gli stranieri residenti in Italia al 31 dicembre 2019 sono 5.306.548 e rappresentano l’8,8% della popolazione residente. La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania con il 22,8% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dall’Albania (8,3%) e dal Marocco (8,1%).

Da una parte 55 milioni di italiani, dall’altra meno di 5 milioni di migranti.

Entrambe le parti commettono violenze sessuali quasi con la stessa entità.

Il che equivale a dire che gli stranieri che si macchiano di tali efferati reati sono dieci volte di più degli italiani.

Nello specifico, il 35% da stranieri extra Ue, in cima alla lista carnefici vi sono marocchini e nigeriani. Il restante 5,8% è stato commesso da rumeni (279 violenze sessuali) e lo 0,9% da persone di altri paesi Ue.

Se si guarda al favoreggiamento della prostituzione, invece, i reati commessi dagli stranieri sono il 68,8%; il 16,4% i reati di stalking e il 24,65% i reati di atti sessuali con minorenni.

Dai 18 ai 24 anni gli stranieri denunciati per violenze sessuali sono il 64,2%, mentre gli uomini con età compresa tra i 25 e i 34 anni accusati dello stesso reato sono il 59,7%. Tra i casi di stalking, gli stranieri under 24 denunciati sono il 30,6% mentre il 25,4% quelli tra i 25 e i 34 anni.




8 pensieri su “Stuprano donne italiane: in testa alla classifica gli africani”

    1. Con qualsiasi rumeno (meglio ancora rumena) con cui parlo, mi dicono tutti la stessa cosa sugli zingari. Come minimo li getterebbero vivi nell’inceneritore.

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