Baby gang di immigrati spacciava droga imitando Gomorra

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Saviano fa proseliti. E’ stato il migliore investimento della Camorra. Figuriamoci se lo vogliono davvero morto. Da cosa sappiamo che sono immigrati? Dalle immagini dei carabinieri: uno è un tantino abbronzato.

Atteggiamenti copiati dalla serie «Gomorra», soprannomi ripresi da «Scarface». E situazioni fra giovanissimi di buona famiglia che nessuno pensava si potessero vedere nel 2021 a Novi Ligure: pistole (vere e cariche) puntate alla tempia, percosse per farsi ridare i soldi delle dosi di droga non pagate, minacce ai genitori. Che erano ignari di tutto. Questo è quello con cui hanno avuto a che fare i carabinieri della compagnia cittadina e che ha portato a undici denunce in totale, con un ragazzo del 2002 finito in carcere, due agli arresti domiciliari. Le accuse: spaccio di sostanze stupefacenti, rapina, estorsione, lesioni, porto abusivo di arma da fuoco.

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«Questa – ha spiegato Federico Smerieri, comandante della compagnia di Novi – è un’attività in cui abbiamo investito molto: è dalla fine del 2020 che avevamo il sentore che nel mondo giovanile novese si cominciasse a incancrenire un certo tipo di comportamento. Ci sono stati dei reati spia: piccole rapine fra giovanissimi, atteggiamenti di sfida verso le forze dell’ordine sui social e atteggiamenti violenti per questioni di droga». Dopo controlli, pedinamenti, analisi dei telefonini si è arrivati a scoprire un giro di ragazzi, tutti incensurati, che si comportavano come i protagonisti della serie «Gomorra».

Al centro di tutto c’è la droga, in particolare la Purple Drank, una bevanda che si crea con la codeina (che si trova in alcuni sciroppi per la tosse di colore viola), che si mescola con la Sprite.

Se ne parla pure, chiamandola a volte anche «Lean», in brani Trap, sottogenere del rap caratterizzato da testi cupi, a volte minacciosi. «Colonna sonora – racconta ancora Federico Smerieri – di alcuni video trovati sugli smartphone dei ragazzi e pubblicati anche su TikTok in cui preparano e assumono droghe di vario genere. Abbiamo riscontrato una famigliarità preoccupante con la violenza: alcuni ragazzi, anche minorenni, sono stati violentemente picchiati per i debiti accumulati dopo aver acquistato queste droghe dal gruppo. Uno in particolare è stato minacciato con un revolver carico perché il debito era arrivato a 450 euro. Con queste misure cautelari e le denunce contiamo di aver dato un freno a queste dinamiche».