Sconto di pena per il terrorista islamico: “Si addestrava da solo”

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Pena ridotta da tre anni e sei mesi a due anni e otto mesi, per Mounir Bahroumi, 27 anni, tunisino, accusato di autoaddestramento con finalità di terrorismo anche internazionale. Lo ha deciso la Corte di assise di appello di Bologna per l’imputato, difeso dall’avvocato Roberto Filocamo. La Procura generale aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado, pronunciata dal Gup di Bologna a febbraio scorso. Nello smartphone del tunisino erano stati trovati migliaia di file, con indicazioni su come costruire esplosivi o altre armi, video di attentati, esecuzioni di infedeli, predicatori che incitano alla Jihad, testi inneggianti al martirio. Per questo, al termine di un’indagine della Digos e della Polizia Postale il giovane muratore residente a Busseto (Parma) a febbraio 2020 venne fermato e portato in carcere, dove si trova attualmente. La difesa ha fatto istanza di scarcerazione. Secondo l’accusa Bahroumi avrebbe avuto contatti con ambienti dell’Isis attraverso social network.




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