Miccoli in carcere e Guede libero: è la giustizia italiana

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Miccoli è chiaramente un deficiente, inteso come persona che manca totalmente di cultura e comprensione della realtà, il tipico calciatore tamarro, ma, ancora, qualcuno ci deve spiegare in quale Paese un deficiente che chiede aiuto all’amico mafiosetto per far riavere 12mila euro ad un altro amico, possa essere condannato a 3 anni e mezzo, mentre chi uccide una ragazzina ne prende 13 e poi esce anche prima:

L’assassino Guede è già libero perché lavora alla Caritas, e nemmeno lo rimandano in Africa

Non c’è senso delle proporzioni. Forse Miccoli non è abbastanza abbronzato e non lavora alla Caritas? Comunque sia, se lui prende 3 anni e mezzo per la stupidaggine che ha fatto, allora un assassino deve essere giustiziato. O almeno non uscire mai dal carcere.

Si è costituito nel carcere di Rovigo Fabrizio Miccoli, l’ex capitano del Palermo condannato in via definitiva a tre anni e sei mesi di reclusione con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Miccoli è stato accompagnato in carcere dal proprio legale Antonio Savoia che ha lamentato la diffusione delle notizie che riguardavano il suo assistito prima ancora che gli venisse notificato l’ordine di esecuzione.

“E’ un uomo distrutto” ha commentato il suo avvocato.
La decisione di costituirsi nel carcere veneto e non in quello di Lecce, città dove risiede con la la famiglia, da quanto si apprende, è riconducibile alla volontà dell’ex calciatore di “stare lontano il più possibile da tutto e da tutti”.
Miccoli era accusato di avere commissionato a Mauro Lauricella, figlio del boss della Kalsa Antonino detto “u scintilluni” – che sta già scontando in carcere una pena di 7 anni – il compito di recuperare 12mila euro dall’imprenditore Andrea Graffagnini, titolare della discoteca Paparazzi, per conto dell’ex fisioterapista del Palermo Giorgio Gasparini, il quale si sarebbe rivolto proprio a Miccoli. Quest’ultimo, aveva coinvolto Lauricella con il quale era in rapporti d’amicizia quando indossava la maglia del Palermo. Agli atti dell’inchiesta anche alcune intercettazioni tra Miccoli e il figlio del boss della Kalsa: il giocatore definì Giovanni Falcone “quel fango” mentre stava aspettando l’amico in via Notarbartolo, nei pressi della casa dove abitava il magistrato. Per queste parole, Miccoli si scusò pubblicamente tra le lacrime.

E, badate bene, quello di Miccoli è solo uno dei tanti casi. E’ pieno di persone che finiscono in carcere ingiustamente o per questioni che in altri Paesi non sarebbero neanche reato – come i vari psicoreati – e invece assassini che alla fine fanno meno anni di loro. E’ intollerabile.

Serve pene commisurate al reato. Un assassino volontario non deve uscire più dal carcere. Uno stupratore deve essere evirato. A quel punto, allora, Miccoli può anche farsi tre anni perché è scemo.




3 pensieri su “Miccoli in carcere e Guede libero: è la giustizia italiana”

  1. “badate bene, quello di Miccoli è solo uno dei tanti casi. E’ pieno di persone che finiscono in carcere ingiustamente o per questioni che in altri Paesi non sarebbero neanche reato – come i vari psicoreati” e in quale paese l’estorsione non sarebbe reato?

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