Il Trattato del Quirinale con la Francia puzza di alto tradimento

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Interessante intervento dell’avvocato M.Stefano Sforzellini sul misterioso ‘trattato’ con la Francia:

Il trattato che svende l’Italia alla Francia scritto dal Pd

Forse gli italiani, distratti ad arte dalle polemiche connesse alla pandemia e dalla già vista discussione su come “salvare il Natale, ma sarà l’ultima volta“, non sanno che il 26 novembre a Roma verrà firmato dal Presidente che dovrebbe essere degli Italiani e da quello francese il Trattato bilaterale, denominato di Roma, il cui contenuto è tenuto rigorosamente segreto.

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Di solito i trattati vengono utilizzati quali formidabili armi di propaganda interna per illustrare ai propri cittadini quanto si è stati bravi e capaci nello strappare posizioni favorevoli e vantaggiose ai danni dell’ altro contraente straniero. E’ accaduto ad esempio per i c.d. Patti Lateranensi, nella versione Craxi, per rimanere sul recente prossimo, senza scomodare quella del Duce. Qui invece mistero e nebbia fitta, anzi silenzio imposto. Nessuno ne sa nulla, nemmeno il Parlamento.

E’ un fatto che i rapporti tra Italia e Francia negli ultimi decenni hanno avuto più bassi che alti. Senza ricordare la smargiassata del ministro Di Maio messosi al fianco dei Gilet Gialli, che ha provocato, e giustamente, il ritiro temporaneo dell’ ambasciatore francese a Roma, è da citare ad esempio l’ attrito sulla materia dei clandestini alla frontiera di Ventimiglia o sulla riconsegna dei delinquenti rossi riparati in Francia.

Ma anche che nel nord Africa TOTAL fa una guerra spietata alla nostra ENI, ed anzi forse proprio questa è stata la ragione della stura alle ostilità verso il governo libico di allora da parte della Francia e non certo per ragioni umanitarie, ma per togliere di mezzo il dittatore Gheddafi che aveva recuperato un buon rapporto con l’ Italia grazie all’opera diplomatica del bistrattato Berlusconi.

Ancora: il blocco da parte del governo francese della acquisizione da parte della nostra Fincantieri sui Cantieri Francesi dell’ Atlantico, l’ offerta pubblica di acquisto “ostile” da parte di Vivendi verso Mediaset e TIM nell’ inerzia dei governi di sinistra, solo per citare gli esempi più eclatanti dell’ aggressività economica francese.

Secondo dati forniti del COPASIR tra il 2000 ed il 2018 ben 364 aziende italiane sono state trasferite ai francesi per un controvalore di ben 73 miliardi di Euro. Tra le vendite più eclatanti si possono menzionare la cessione di BNL al Gruppo BNP Paribas, di Cariparma e Friuladria alla Credite Agricole, di Bulgari al Gruppo Lvmh. Una totale svendita di sovranità economica nel silenzio complice dei governi di sinistra.

Non sappiamo il contenuto di questo trattato, ma si spera che non sia il seguito di quello di Caen del 21 marzo 2015 firmato per l’ Italia dagli allora ministri PD Pinotti e Gentiloni ( Governo Renzi) con il quale si sono ceduti ampi tratti di mare ligure e toscano, estremamente pescosi e probabilmente anche da sfruttare in ambito petrolifero, in cambio sostanzialmente di niente.

Questo trattato non è mai stato ufficialmente ratificato dal Parlamento , ma è entrato di fatto in vigore il 25 marzo 2018 grazie alla procedura di unilaterale di ratifica attivata dalla Francia a Bruxelles senza che il Governo Italiano (Governo Gentiloni PD) interloquisse e dunque prestando automaticamente il silenzio assenso.

Una autentica vergogna ed uno sfregio alla nostra sovranità, quella della Costituzione e non quella schifata da sinistra, nel silenzio della stampa schierata e persino delle procure, inclini invece a ricercare olgettine e anfitrioni. Dati i precedenti, si è autorizzati a diffidare di questo Trattato e dei suoi sostenitori a sinistra.

E’ un fatto che ben 13 esponenti PD e di area siano stati insigniti della Legion D’Onore Francese, per evidenti “meriti” d’ interesse francese, mentre quasi nessuno a destra sembra esserne stato degno. Su tutti spiccano Letta Franceschini, D’ Alema, Gentiloni, Pinotti ( che caso!) e lo sconosciuto per i più Sandro Gozi che, da sottosegretario agli affari Europei nel Governo Renzi e Gentiloni e quindi titolato ad accedere a segreti di Stato, è divenuto immediatamente dopo consulente del Governo Francese ( il Phlippe II ).

Vedremo il contenuto del Trattato del Quirinale, se ce lo faranno sapere. Vedremo come il Parlamento si muoverà, se gli verrà permesso, e vedremo se invece verrà ratificato nella maniera vigliacca sopra descritta.

Ai danni degli Italiani, che, evidentemente, da sudditi si devono trastullare solo con le discussioni oziose sul green pass e sulle cene di Natale ( sutor ne ultra crepidam ).




2 pensieri su “Il Trattato del Quirinale con la Francia puzza di alto tradimento”

  1. Ricordiamoci chi siamo:
    ”Divisa in piccoli regni, l’Italia offre lo spettacolo vario e lusinghiero di numerose capitali animate da corti floride e brillanti, che rendono il nostro suolo sì bello agli occhi dello straniero. Questa specie di grandezza può consolarci di quella che noi perdemmo. Sì, noi fummo grandi una volta: noi rigettammo quei galli, che il tempo ha resi più forti, fuori delle nostre terre, noi li cacciammo alle loro tane, noi li soggiogammo, noi li facemmo nostri schiavi. Dalle colonne d’Ercole sino al Caucaso noi stendemmo la gloria del nostro nome e il terrore delle nostre armi. Tutto si sottomise al nostro impero, tutto cedé al nostro valore, e noi fummo i signori del mondo. Fummo per questo felici? Le discordie civili, le guerre, le vittorie stesse non ci lasciavano un’ora di quella pace che tutto il mondo sospira. Il tempio di Giano sempre aperto vomitava disordini e sventure. Padroni dell’universo, noi non lo eravamo di noi stessi.

    Giacomo Leopardi, Agl’Italiani, Orazione in occasione della liberazione del Piceno; grassetto mio.

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