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Ventimiglia: migrante armato di spranga distrugge auto carabinieri

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Dicono che la vita non è un film. Riguardo l’immigrazione è molto peggio. Da quando venne fuori la foto di scena di immigrati che distruggevano una gazzella – immagine illustrativa in alto – non passa mese che un immigrato lo faccia davvero. Stavolta a Ventimiglia. Ma, come dice Lamorgese, può accadere ovunque.

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I carabinieri di Ventimiglia hanno arrestato un trentenne tunisino, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di furto, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.

I fatti si sono svolti nella serata di ieri: gli operatori della polizia locale, nel corso dello svolgimento del servizio con guardie particolari giurate nel centro, hanno avvertito le grida di alcuni passanti: segnalavano la presenza dell’immigrato che stava girovagando armato di una spranga di ferro, poi risultata asportata in un vicino cantiere.

Gli agenti si sono avvicinati: accortosi della loro presenza, ha accelerato il passo tentando di far perdere le proprie tracce. Dopo aver girato l’angolo, ha però trovato l’auto della polizia locale, che ha iniziato volontariamente a danneggiare con la spranga, vandalizzandola e distruggendo anche i vetri.

Gli agenti e le guardie giurate lo hanno trattenuto non senza difficoltà, fino all’arrivo di una pattuglia dei carabinieri della Stazione di Ventimiglia principale: collaborando ulteriormente nel contenimento dell’individuo, lo hanno trasferito in caserma dove è stato dichiarato in arresto. Nonostante l’attiva resistenza del maghrebino con gomitate e calci, nessuno degli operatori ha riportato lesioni rilevanti. L’arrestato è stato trattenuto in caserma in attesa del rito direttissimo che verrà celebrato in giornata.

Lamorgese e soci hanno ridotto Ventimiglia in una cloaca afroislamica.

Nella città italiana di Ventimiglia bivaccano migliaia di criminali africani. Nel frattempo gli imprenditori italiani fuggono nella vicina città italiana sotto occupazione francese di Mentone:

Non è strano che a Mentone non ci siano: Ventimiglia è il punto prima della frontiera, lì si ammassano tutti, una volta passati puntano Parigi e altre grandi città africane della Francia, non si fermano certo a Mentone.

“Se facessimo noi cose del genere ci arresterebbero”. Loro, invece, “ci provano” senza farsi grossi problemi. A parlare in anonimato è un agente italiano impegnato al fronte di Ventimiglia.

Parigi dal 2015 ha sospeso l’accordo di Schengen, ripristinando i controlli in ingresso e superando il limite di due anni imposto dai trattati Ue. Se i gendarmi beccano al confine un clandestino (o presunto tale) lo respingono in Italia. Spesso ci rispediscono anche clandestini che con l’Italia non hanno nulla a che fare.

“Esistono due pratiche – spiega il poliziotto – il respingimento e la riammissione”. Quest’ultima è “una trafila lunghissima”, mentre il respingimento è molto più rapido e avviene proprio alla frontiera. Per farlo i francesi devono presentare alcuni documenti: “Ai migranti chiedono nome, cognome, data di nascita e da dove viene”. Poi scrivono tutto su un certificato, chiamato refus d’entré, e li rispediscono oltre il Ponte San Luigi verso gli uffici italiani (che se ne fanno carico). “Spesso però i fogli li compilano loro stessi (i poliziotti francesi, ndr) perché ci troviamo nomi inventati e minori che diventano maggiorenni. Si inventano anche l’età”.

Sono decine di migliaia gli immigrati respinti negli ultimi 12 mesi in Italia alla frontiera di Ventimiglia dalla polizia francese.

Si tratta in gran parte di cittadini di Nigeria, Mali, Costa d’Avorio, Guinea e Algeria.

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Numeri che vanno ad aggiungersi a coloro che sono espulsi per via del Trattato di Dublino e riaccompagnati a Bardonecchia e in aereo da altri Paesi Ue.

E’ ridicolo. Andrebbero semplicemente presi e riportati nei paesi di provenienza, dove non ci sono guerre.

Solo a Ventimiglia, da gennaio a giugno, sono stati respinti a migliaia verso l’Italia.

La polizia francese aveva reso noto di avere effettuato 48.870 arresti nell’ambito della lotta all’immigrazione clandestina sul confine franco-italiano nel 2017. Erano stati 37mila nel 2016.

Nel frattempo:

La grande fuga dei clandestini da Salvini: 300mila scappati in Francia e Germania, Ue furiosa

Parigi ha ripristinato i controlli alla frontiera sospendendo Schengen, ma la muraglia di gendarmi non è impenetrabile. Forse sarebbe meglio finirla di scontrarci e fare quello che si deve fare: smettere di rimpallarci i clandestini e collaborare per rispedirli tutti in Africa.

E mentre la Francia fa carte false per rimandarci indietro gli immigrati, la Slovenia si volta dall’altra parte per non fermare quelli che passano dalla Slovenia:

Militare sloveno ammette: “Lasciamo andare i clandestini in Italia”

Insomma, la Ue è una fregatura. Ci fregano in ingresso e in uscita. E Lamorgese è complice:

Vice Lamorgese confessa: “Non respingiamo clandestini in Slovenia”




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