Sbarca a Lampedusa e stupra infermiera: “Grazie Lamorgese”

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Va a processo Haitham Mahmoud Abdelshafi Ahmed Masoud, il clandestino egiziano di 31 anni finito in carcere il 27 agosto scorso dopo avere violentato a Milano, vicino alla fermata della metropolitana di Cascina Gobba, una giovane di 25 anni che si stava recando a lavorare all’ospedale San Raffaele.

Era l’alba del 9 agosto. Masoud aveva trascinato la vittima in uno scavo utilizzato come incrocio per le tubature in un’area di cantiere.

A Milano l’aveva portato Lamorgese dopo che era sbarcato clandestino a Lampedusa.

Lo ha deciso il gip Tiziana Gueli che ha accolto la richiesta di giudizio immediato (con cui si salta l’udienza preliminare) avanzata dal pm Rosaria Stagnaro, titolare dell’inchiesta condotta dalla Squadra mobile. In questi giorni l’arrestato avrà la possibilità di chiedere il rito abbreviato, a porte chiuse e con lo sconto di un terzo sulla pena.

Nell’ordinanza con cui aveva disposto il carcere il giudice aveva messo in luce che il «quadro probatorio» nei confronti dell’africano, sbarcato a Lampedusa lo scorso maggio e senza permesso di soggiorno, era molto «solido». Tra gli elementi principali la «granitica» prova del Dna, che ha portato alla corrispondenza tra quello di Masoud e il materiale genetico rintracciato sul luogo della violenza, e anche il riconoscimento da parte della vittima. Tra l’altro, dopo il fermo di fine agosto sono stati eseguiti nuovamente (con la formula dell’accertamento irripetibile) gli esami genetici: i test hanno confermato la corrispondenza tra i Dna.

Masoud, difeso dal legale d’ufficio Eleonora Bergamini, nel corso dell’interrogatorio di convalida si era avvalso della facoltà di non rispondere. Gli investigatori della Squadra mobile, diretti da Marco Calì, erano arrivati a individuare l’immigrato dopo un lungo lavoro di verifica sulle immagini delle telecamere della zona e sulle celle telefoniche. Masoud era stato arrestato in un appartamento di via Tartini, zona Dergano.




3 pensieri su “Sbarca a Lampedusa e stupra infermiera: “Grazie Lamorgese””

  1. mi chiedo ma come mai un avvocatessa difende uno che potrebbe un domani stuprarla, e la finissero con la cazzata che ogni persona ha diritto ad una difesa, certi sono indifendibili…… sono colpevoli mandateli in carcere per 10 anni ai lavori forzati poi prima di rimandarli in africa vanno marchiati sulla fronte anche a loro va dato lo IRON NO PASS sei marchiato a ferro e fuoco te non potrai mai piu’ rimettere piede in italia se lo fai chiunque è autorizzato a bastonarti… l’immondizia non va messa sotto il tappeto, ma sottoterra!

  2. Speriamo che in carcere sia fatta giustizia,perchè con quella italiana,tra meno di 2 anni è già fuori,che gli facciano capire a questo negro di merda o mulatto di un mussulmano del cazzo,che le donne non si toccano,gli auguro con tutto il cuore che gli succeda.

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