BRANCO DI FIGLI DI IMMIGRATI MASSACRA ITALIANO: IN COMA, GANG DI NORDAFRICANI NATI IN ITALIA

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I figli degli immigrati sono la più grande minaccia al nostro futuro. Le seconde generazioni sono un tumore incistato nella società.

Il pretesto era stato la richiesta di una sigaretta, per scatenare una brutale aggressione nei confronti di un ragazzo “colpevole“ di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, all’Arco della Pace. Ora i sei componenti maggiorenni della gang finiranno davanti al giudice per l’udienza preliminare di Milano Daniela Cardamone con l’accusa contestata dalla Procura di Milano di “lesioni aggravate dai motivi abietti e futili, dalla presenza di più persone riunite e dalla partecipazione di minorenni”.

Facevano parte del gruppo anche due under 18: nei loro confronti procede il Tribunale per i minorenni. Il pm di Milano Francesca Crupi ha chiuso le indagini preliminari sull’episodio, chiedendo al gup il rinvio a giudizio dei giovani imputati. Durante l’udienza, fissata per il primo dicembre, potranno chiedere di essere processati con rito abbreviato, puntando allo sconto di un terzo della pena. Il raid di gruppo risale alla notte fra il 25 e il 26 luglio 2020, una delle ennesime notti violente nelle zone della movida. Aggressione costata a uno studente diciannovenne diversi giorni di coma al Fatebenefratelli e un ricovero di 16 giorni per le gravi ferite alla testa. Il ragazzo fu colpito alle spalle con un gancio destro e stramazzò al suolo, battendo il capo e rimanendo immobile a terra. Dopo un’inchiesta che ha scandagliato a fondo telecamere, celle telefoniche e social network, gli agenti della quinta sezione della Mobile riuscirono a identificare gran parte dei componenti del “branco” e ad attribuire a ognuno di loro un ruolo definito nella baraonda. Colui che ha materialmente sferrato il cazzotto, M.E., diciannovenne nato in Italia da genitori nordafricani e residente in una cittadina della Brianza, finì ai domiciliari; per altri 5 complici, poco più che maggiorenni, all’epoca fu disposto l’obbligo di dimora nei Comuni di residenza (da Piacenza al Varesotto, fino alla provincia di Monza).

I ragazzi, ora, rischiano una condanna pesante per un’aggressione che, nell’ordinanza di custodia cautelare, veniva descritta con queste parole dal gip Ilaria De Magistris: “La Squadra mobile non ha trovato alcun movente che possa aver giustificato una simile violenza di gruppo, se non l’interesse fine a se stesso di disturbare un gruppo di ragazzi, che avrebbero proseguito la loro serata in modo pacifico, per affermare (in origine col pretesto di chiedere una sigaretta) un primato personale”. L’avvocato Sandro Cannalire, difensore di uno degli imputati, punterà a dimostrare “la sua estrneità ai fatti, visto che era lontano dal luogo del’aggressione”.

Secondo i media l’emergenza è il ‘fascismo’. L’emergenza è l’invasione.




2 pensieri su “BRANCO DI FIGLI DI IMMIGRATI MASSACRA ITALIANO: IN COMA, GANG DI NORDAFRICANI NATI IN ITALIA”

  1. È il fascismo rosso che alimenta il fascismo afroislamico, la vera emergenza.
    Ho sempre sostenuto che non è il colore della pelle che fa la differenza, ma quello che sta sotto, cioè comportamento e pensieri. Meno blm e più BLMDN.

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