In 6 massacrano 2 ragazzini: sono tutti figli di immigrati nati in Italia

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In sei – figli di immigrati – contro due per rapinare gli zaini. Ieri mattina gli agenti della Polmetro hanno denunciato per tentata rapina pluriaggravata e lesioni personali sei minorenni di età compresa tra tredici e quindici anni (di cui due con precedenti specifici), tutti residenti nel Lodigiano e nati in Italia da genitori stranieri.

Ius soli.

Alle 10.30, la baby gang di seconda generazione ha preso di mira due dodicenni milanesi nel mezzanino della fermata della metropolitana Duomo: gli adolescenti sono stati accerchiati e picchiati con calci e pugni, ma sono riusciti a tenersi stretti gli zaini. Dopo il raid, i due hanno dato l’allarme agli agenti della polizia metropolitana, che poco dopo hanno individuato e bloccato i sei; riconosciuti dalle vittime, sono stati indagati a piede libero e riaffidati ai genitori. I due dodicenni sono stati portati in codice verde alla clinica De Marchi e dimessi con due giorni di prognosi.

I figli degli immigrati sono la più grave minaccia al nostro futuro. In Lombardia è in atto una sostituzione etnica senza precedenti – sono il 25 per cento nelle scuole – e stanno prendendo il sopravvento. Intanto Salvini parla di ‘regolari’ come fratelli.

Fratelli un cazzo. Nemici.




4 pensieri su “In 6 massacrano 2 ragazzini: sono tutti figli di immigrati nati in Italia”

  1. OK, i politici li capisco. Hanno uno scopo e lo stanno perseguendo con ogni mezzo. Può piacere o meno, ma almeno è comprensibile.

    Gli idioti che si riempiono la bocca e le orecchie con l’antirazzismo però no. L’etnia di appartenenza è il cardine dell’identità dell’individuo e dei gruppi, seguita da quella sessuale. Si tratta della natura umana, baby. Loro se ne fottono del buonismo ed è dolorosamente palese che ci vedono diversi e quindi avversari.

    L’immigrazione da altre etnie funziona solo nel microscopico, laddove è possibile assorbire i singoli individui in netta minoranza etnica, culturale e psicologica, quindi costretti ad adattarsi, o comunque non in grado di portare scompiglio (non è un caso che i romani evitassero di mettere assieme legionari provenienti dalle province per evitare il formarsi di gruppi etnici). Nel macroscopico porta solo tribalizzazione e lotta per le risorse (cibo, donne e ricchezza). Altro che la diversità è forza… Gli unici coglioni che non vogliono capirlo sono proprio i bianchi. Gli altri sono tutti più furbi di noi.

    1. Il buonismo questi barboni (lo dico per esperienza avendo soggiornato molti anni in quei paesi) lo vedono come debolezza. Impossibile farsi rispettare se sei un buono, d’altronde in Lombardia c’é un vecchio saggio detto popolare. Trop bu’, cuiu’. Troppo buono, coglione

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