TRIESTE, LA RIVOLTA SI ALLARGA: ANCHE RAVENNA BLOCCA IL PORTO

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LE MINACCE DI DRAGHI NON FUNZIONANO.

Al porto di Ravenna dalle 7 di lunedì mattina (18 ottobre) è in programma un sit-in contro il green pass, a supporto della protesta dei portuali di Trieste.

Parteciperanno – scrivono gli organizzatori, un comitato ribattezzato “Portuali liberi” – anche lavoratori di Enichem, Eni-Versalis, Marcegaglia, Unieuro, Dock Cereali, Vigili del Fuoco, Teorema e Coop.

L’appuntamento è al porto, tra la sede della Sapir e il Terminal Container Ravenna.

«Intendiamo con questa azione dare il nostro contributo territoriale a un’azione nazionale che vede nei porti i punti di aggregazione, ma che raccoglie il malessere di tutte le categorie di lavoratori, dai sanitari agli insegnanti passando per ogni attività privata, stanchi di ricatti e imposizioni».




4 pensieri su “TRIESTE, LA RIVOLTA SI ALLARGA: ANCHE RAVENNA BLOCCA IL PORTO”

    1. A questo proposito, uno dei fatti di cronaca che mi hanno fatto iniziare con la dietrologia di professione è la morte di Gardini.
      Mi piaceva Gardini. Sicuramente un filibustiere, ma di gran classe e di grandi idee. E infatti…

  1. Il blocco dei porti potrebbe fare doppiamente comodo a Draghi e a Mattarella in quanto esecutori dell’agenda Davos: se protratte infatti, le chiusure portano al blocco produttivo dell’industria europea, circostanza che produce e giustifica la depressione economica prossima ventura.
    Ricordiamo come con grande reset Greta Bill Gates e company intendono fondamentalmente un programma di razionamento del petrolio e suoi derivati, circostanza dolorosa fintanto che sulla terra si è ancora in otto o nove miliardi, agevole se si è in mezzo miliardo.

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