Scuole invase da immigrati: lezioni in arabo perché non sanno italiano

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Gli alunni con cittadinanza non italiana nell’anno scolastico 2019/2020 sono 876.801 (il 10% della popolazione scolastica).

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Le regioni italiane con le percentuali più alte di alunni sul totale della popolazione scolastica con cittadinanza non italiana sono Lombardia (25,6%), Emilia-Romagna (12%) e Veneto (11%). Al contrario, regioni molto popolose del Sud hanno percentuali molto inferiori di alunni con cittadinanza non italiana: Campania, Sicilia e Puglia, per esempio, hanno rispettivamente, il 3,2%, il 3,1% e il 2,1% di presenze di alunni con cittadinanza non italiana.

Complimenti alla Lega che governa la Lombardia. Presto sarà un emirato. Sono i regolari che tanto piacevano a Morisi e ai suoi post. Poi si è capito il perché.

Tra le criticità segnalate dal rapporto il fatto che il 30% degli alunni con cittadinanza non italiana è in ritardo scolastico.

La percentuale naturalmente è distribuita in modo diseguale nei diversi ordini scolastici e nei diversi anni di corso: è del 12,1% nella scuola primaria, del 31,8% nella secondaria di I grado, del 56,2% nella secondaria di II grado. Il ritardo scolastico, accumulato lungo il percorso di formazione, è uno dei fattori che influiscono anche sull’apprendimento degli italiani costretti a rallentare per la presenza degli ospiti.

Gli studenti italiani concludono il percorso di studi con voti più elevati sia rispetto agli immigrati che rispetto ai loro figli nati in Italia.

Un tumore. Stiamo importando ignoranza e futura povertà. E si arriva a questo:

Milano, a scuola si insegna in arabo perché figli immigrati non capiscono l’italiano

Non si comprende perché, se anche avessimo bisogno di 500mila immigrati – e non è vero – si debba poi importare anche le loro mogli, i loro figli e i loro genitori. Arrivando a questo:

Non sono risorse: 1 immigrato su 4 vive di sussidi pubblici (1,5 milioni di scrocconi)

E’ una follia. Stanno ripopolando l’Italia con una masnada di scrocconi.




3 pensieri su “Scuole invase da immigrati: lezioni in arabo perché non sanno italiano”

  1. Però nelle regioni del Sud, pur essendo la percentuale di stranieri più bassa, vi è un problema, che circa la metà di loro sono ne(g)ri. Nelle regioni del Nord la percentuale di immigrati è più alta, ma la provenienza è più varia.

    I ne(g)ri e gli arabo-islamici, che siano 10 o che siano 100, sono sempre una presenza ingombrante e problematica, sotto tutti gli aspetti. I primi lo sono soprattutto per il ratto sessuale sulle nostre donne. Perché nulla (e soprattutto nessuno) impedisce purtroppo ad un singolo ne(g)ro di scoparne decine di donne locali.

  2. Scuole veri e propri letamai e porcili.
    Ragazzi delle superiori costretti a seguire programmi di V elementare perché i figli dei migranti “non capiscono”. La realtà e’ molto più drastica di quanto descritto nell’articolo. I presidi tutelano queste diversità. “Non dovete lasciarli indietro” “Non andate avanti col programma….” etc. Trattasi di elementi che al di là della lingua, hanno un fattore cognitivo e intellettivo molto al di sotto della media, provenendo da società sottosviluppate rispetto alla nostra. È un dato di fatto non una teoria. Le conseguenze? Livello di istruzione sempre più basso per tutti.

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