Nigeriano senza biglietto blocca treno e spezza le braccia a capotreno

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Aggredisce un capotreno, lo manda in ospedale e fa ritardare la partenza del Freccia Rossa 9300 di oltre mezz’ora.

Il capotreno, soccorso e trasportato dai sanitari del 118 presso il Santa Maria della Misericordia, ha riportato la frattura del polso destro e la frattura del polso e del gomito sinistro, giudicato guaribile in 30 giorni e dimesso.

Un nigeriano di 36 anni è accusato di resistenza a pubblico ufficile perché “alla richiesta” del controllore “di scendere in quanto privo di titolo di viaggio” dal treno 9300 freccia Rossa tratta Perugia-Torino “per opporsi al compimento di un atto del suo ufficio, prima inveiva verbalmente contro lo stesso, poi lo spintonava violnetemente facendolo rovinare a terra, sferrandoglio calci su tutto il corpo e procurandogli le lesioni, quindi si allontanava per poi far ritorno brandendo una bottiglia di vetro con atteggiamento minaccioso”.

L’imputato, difeso d’ufficio dall’avvocato Ermes Farinazzo, deve rispondere anche dell’accusa di lesioni personali perché causava al capotreno una “frattura pluriframmentaria metaepifiaria distale del radio, con interessamento articolare – frattura pluriframmentaria scomposta dell’olecrano estesa alla diafisi ulnare prissimale, con marcata diatasi dei monconi ossei” per una malattia giudicata guaribile in 30 giorni.

Tra le accuse anche quella di interruzione di pubblico servizio perché “interrompeva le normali attività” di trasporto del treno Freccia Rosso 9300, causando un ritardo nella partenza del convoglio ferroviario.

L’uomo era stato arrestato il 14 giugno di quest’anno, con arresto convalidato con misura dell’obbligo di dimora a Bergamo e giudizio direttisimo in prosecuzione oggi. In tribunale era previsto l’esame dell’imputato, che però risulta irreperibile.

Senza biglietto blocca treno e spezza braccio a capotreno




Un pensiero su “Nigeriano senza biglietto blocca treno e spezza le braccia a capotreno”

  1. Questo articolo è il paradigma della inefficienza della giustizia italiana.
    Viene consentito ad un nigeriano (per postulato ommemmerda) di spaccare i polsi ad un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, lo si manda libero in attesa del processo e la mmerda (ovviamente) non si costituisce in sede giurisdizionale.
    Lo avrebbe capito pure un bambino che la mmerda si sarebbe eclissata, chi no lo ha capito è magistrato che lo ha fatto fuggire.

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