Macao, delirante comunicato centro sociale conferma l’aggressione afroislamica

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Nordafricani assaltano centro sociale, e gli antirazzisti chiamano la Polizia! 😂

Arriva il delirante comunicato del centro sociale Macao che conferma l’assalto nordafricano e descrive una situazione di degrado, ovviamente senza mai utilizzare il termine ‘immigrati’ sostituito da ‘fragili’. Se sono così fragili, cazzo chiamate la polizia?

Nel dicembre 2019, C40 e il Comune di Milano indicono il bando “Reinventing Cities”. L’area messa a bando comprende l’ex Ortomercato e le palazzine che si affacciano su viale Molise. Ad oggi, la parte dell’Ortomercato è stata assegnata mentre le 7 palazzine, tra cui quella di Macao, sono andate deserte. Questo percorso istituzionale ha portato al progressivo svuotamento di tutte le attività interne alle palazzine; una fra tutte, l’A.s.l. che ha cambiato sede nel giugno 2020.
Il vuoto che si è andato creando, frutto delle recenti decisioni di politica urbana, ha fatto sì che persone in difficoltà, fragili e completamente abbandonate dalle istituzioni trovassero nelle palazzine intorno a Macao una dimora per “uscire” dalla strada. Nel corso dell’ultimo anno, si è così formata una grossa occupazione abitativa che comprende famiglie, minori non accompagnati, lavoratorз in povertà, ma anche tanta violenza.

Nonostante l’aumento di violenza e un significativo peggioramento delle condizioni igieniche di tutta l’area, la pubblica amministrazione è rimasta indifferente – anche a fronte delle ripetute chiamate da parte di tutto il quartiere. La mancanza di attenzione delle istituzioni per chi vive ogni giorno la zona Calvairate si traduce nell’assenza di tutele primarie per tuttз: salute, benessere, serenità. Negli ultimi tempi, solo realtà come Naga, Cambio Passo e Save the Children sono intervenute per fornire prima assistenza nelle situazioni più gravi.

In questi mesi, la comunità di Macao si è trovata a portare soccorso e dare rifugio ad alcune persone che denunciavano condizioni di estremo pericolo nelle palazzine accanto. Un percorso complesso e delicato che ha visto l’aumento esponenziale di micro-irruzioni nello spazio, furti e distruzione delle cose comuni, e che ha reso le attività interne a Macao sempre più difficili e insicure.
Lo stato degli spazi e il disagio del momento che viviamo, in quello che dovrebbe essere il nostro rifugio, è evidente. Una situazione che è culminata settimana scorsa, quando la comunità di Macao ha subìto un grosso attacco durante un evento pubblico, faticando ad assicurare l’incolumità di tutte le persone presenti.
Che fare?

Quello che succede a Macao è ciò che sta succedendo in tutto il quartiere di Calvairate: abbandono e disprezzo. In tutta l’area cresce un forte disagio, esasperato da due anni di pandemia che hanno visto l’aumento della povertà e dell’indebitamento personale e famigliare.

Dinnanzi all’incuria delle istituzioni e ai tentativi di strumentalizzazione delle forze politiche, chiamiamo una due giorni di confronto, attività e dibattito l’8 e il 9 di ottobre. Un incontro con il quartiere e la città per capire come superare questa situazione e come garantire più vivibilità per tuttз sul territorio.




2 pensieri su “Macao, delirante comunicato centro sociale conferma l’aggressione afroislamica”

  1. Sebbene io sia contraria alla violenza gratuita per attaccare qualcuno, la difesa è legittima, cosa chiamate voi centri sociali, la polizia?
    Se la polizia è fascista, usate come arma di difesa, il vostro dialogo e la vostra capacità di gestire le situazioni, anche le più gravi. Chi è causa del suo male pianga sé stesso.

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