Tunisino arrestato 13 volte: non bastano per l’espulsione

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Lo Stato italiano fa totalmente schifo. Non può essere riformato. Va rifondato. Non si espelle neanche un immigrato arrestato 13 volte.

Un pedigree di vita nel mondo dello spaccio lungo ventiquattro anni, condito da decine di false generalità e una dozzina di arresti con annessi altrettanti ritorni in libertà. Fino a ieri, quando il giudice del tribunale di Venezia ha disposto la custodia in carcere per un tunisino di 53 anni che a Marghera, in via della Pila, era conosciuto come uno degli spacciatori di punta. Al momento dell’arresto da parte degli agenti del servizio Sicurezza urbana – guidati dal commissario capo Gianni Franzoi – il cinquantatreenne aveva con sé 80 grammi di eroina già confezionata per lo spaccio, per un totale di 270 dosi.

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Il lavoro degli agenti della polizia locale aveva preso la mossa dall’osservazione di un via-vai sempre più frequente nella zona di via della Pila, in un palazzo abbandonato di fianco all’ex sede dell’Inail di Marghera. A entrare e uscire dallo stabile erano soprattutto nordafricani e tossicodipendenti, tutti circospetti nei movimenti, come se all’interno della struttura si trovasse qualcosa da tenere ben nascosto. Particolari che avevano spinto il servizio di sicurezza urbana della municipale ad andare fino in fondo, installando alcune telecamere puntate sull’ingresso del palazzo con l’obiettivo di scovare una sorta di ritualità delle frequentazioni, per riconoscere facce magari già note. Un lavoro certosino durato qualche giorno che ha portato i suoi frutti l’altra sera.

Raccolti i dati e verificato che erano quasi sempre le stesse persone a farsi vedere in via della Pila, gli agenti della polizia locale sono passati alla controffensiva vero le 22 di mercoledì sera. A quell’ora infatti i vigili in servizio di osservazione avevano notato un uomo – il pusher cinquantatreenne poi arrestato – che in sella ad una bicicletta si dirigeva lungo Rampa Rizzardi fermandosi non distante dall’edificio di via della Pila. Dopo un’ora di attesa gli agenti lo vedevano uscire dallo stabile attraverso un varco sulla recinzione: lì lo spacciatore veniva bloccato da due equipaggi del Radiomobile della polizia locale che avevano circondato il palazzo dismesso.

In mano il cinquantatreenne aveva un sacchetto contenente al suo interno un’ottantina di grammi e centinaia di dosi già divise e pronte ad essere smerciate nelle piazze di Marghera.

Senza documenti, il pusher aveva dato – ancora una volta – una falsa identità, poi svelata dalle banche dati delle forze dell’ordine. Le stesse che raccontavano come quello di mercoledì sera fosse il suo dodicesimo arresto per spaccio a partire dal 1997.




3 pensieri su “Tunisino arrestato 13 volte: non bastano per l’espulsione”

  1. Non sono un tossico ma se lo fossi ,da spacciatori islamici non ci comprerei nulla.
    Ci odiano, per loro siamo cani infedeli e cercano amicizia perche applicano la taqqiya ossia la falsita’ contro gli infedeli.

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