Maestra vieta al parroco di recitare benedire la scuola per non turbare i musulmani: “Non è consentito”

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FURIA per la censura imposta da una maestra friulana a un sacerdote che non ha potuto recitare il Padre nostro a scuola «per non offendere chi non è cristiano». Ovvero i figli degli immigrati musulmani: gli invasori.

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I fatti risalgono al 15 settembre: in una scuola elementare di Precenicco, in provincia di Udine, all’inuagurazione con le autorità regionali e comunali, arriva anche il parrocco don Cristiano Zentilin. Ma gli viene impedito di recitare la preghiera per non ‘turbare’ i musulmani.

Il sacerdote, infatti, aveva appena iniziato la benedizione della scuola recitando la preghiera del “Padre Nostro” quando la maestra lo ha interrotto spiegandogli che no, in quell’istituto «non è consentito».

È accaduto nella scuola elementare intitolata al duca d’Aosta Emanuele Filiberto: alunni, insegnanti ma anche anche assessori e consiglieri regionali della regione Friuli stavano prendendo parte all’inaugurazione del nuovo istituto avvenuta dopo i lavori di restauro. Essendo un evento solenne, era stato appunto invitato don Cristiano Samuele Zentilin per la benedizione.

Allorché il sacerdote ha iniziato a recitare il Padre nostro, è stato interrotto da una maestra che ha lo ha redarguito. «Non può, non è consentito». A quel punto, don Cristiano si è fermato nel silenzio forse imbarazzato venutosi a creare dinanzi a quell’imposizione.

“Recitare in pubblico il Padre nostro, la preghiera con cui tutti siamo cresciuti, viene ritenuto un atto “politicamente scorretto”, da proibire in pubblico”, è quanto ha affermato il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, di Forza Italia, con un post su Facebook. “Non sono affatto d’accordo con questa impostazione culturale, che con la scusa di non urtare la sensibilità di persone che possono pensarla in maniera diversa rischia di estraniarci non solo dai nostri valori ma anche dalle nostre tradizioni“, ha continuato il politico.
“Nessuno discute o contesta la laicità dello Stato e dell’istituzione scolastica pubblica, ma stoppare sul nascere la recita di una preghiera davanti a bambini di prima e seconda elementare mi pare davvero eccessivo“.

“Nel suo intervento don Cristiano aveva invitato alla tolleranza nei confronti degli altri, – ricorda il consigliere regionale Mauro Di Bert, anch’egli presente all’inaugurazione, – spiegando che l’ora di religione serve anche a educare alla convivenza. Chi ha invitato il parroco lo ha fatto per garantire la benedizione con rituali che conosciamo, salvo poi fermarlo dinanzi a tutti”.
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9 pensieri su “Maestra vieta al parroco di recitare benedire la scuola per non turbare i musulmani: “Non è consentito””

  1. Non potendo esternare diversamente la mia indignazione, invito la maestra ad andare ad insegnare in una scuola nei paesi musulmani. Vediamo se nell’inaugurazione di un edificio scolastico, chiamano un imam a benedire la scuola e recita una preghiera, la maestra ha il coraggio di dire non è consentito, poiché lei è “cattolica”. Io se fossi stato il prete avrei continuato con la preghiera e poi in separata sede avrei fatto capire alla maestra, che l’insegnamento è fatto anche del rispetto delle nostre tradizioni. Se non le va bene che cambi scuola, anzi torni a scuola.

  2. L’unica é un ritorno al passato cancellando tutti questi cerebrolesi di merda, fare delle pire con gli smartphone, chiudere tutti i social e amazon, aliminkia ecc., tornare all’analogico e far tabula rasa delle attuali emittenti tv e radio!!!Via i coglioni alla fedez, basta influencer e blogger che sono fankazzisti sdnza senso!!!Quest’epoca é marcia e va distrutta!!!

  3. Ma non ho capito sono loro che si devono integrare?, o dobbiamo integrarci noi alla loro cultura di sottosviluppati?, io con sta sciacquetta avrei optato per la seconda ed l avrei preventivamente frustata visto che lo stesso corano me lo permette innanzitutto una donna non puo parlare, non puo’ contraddire un uomo, ne puo’ obbligarlo ad alcunche
    Sura iv 34
    Dio è stato sollecito di loro; quanto a quelle di cui temete atti di disobbedienza, ammonitele, poi lasciatele sole nei loro letti, poi battetele
    Battete sta puttanella riportatela sulla retta via, quanto sara’ stata frustata per bene preghera’ tutti i santi del parafiso, affinché chi la sta percuotendo smetta

  4. Il problema sono queste troie atee comuniste.
    La scuola deve essere cristiana cattolica romana apostolica. Preghiere anche in classe. Fuori dalle istituzioni scolastiche i figli degli immigrati. Rastrellarli casa per casa strada per strada e cacciarli dal paese

  5. cerchi la maestra di fare la stessa cosa a : Kobane , Mosul, Tel Aviv, Persia , Ryhadh, Damasco , Luxor , Rabat. , Daccra , etc etc…
    sempre detto troppi social, troppa tv , troppo fuffinton stronz riducono l’uomo in cenere!

  6. Eh già, siccome nelle nostre scuole pubbliche ci sono i figli degli invasori afroislamici, allora per non turbare loro non bisogna consentire la benedizione da parte del parroco. Come se l’Italia non avesse mai avuto una sua matrice religiosa cristiana di rito cattolico apostolico romano. Nella scuola pubblica italiana di oggi viene insegnata l’ignoranza, perché fortemente ideologizzata e plasmata dal Sessantotto, che rappresentò l’inizio di un degrado civile, morale e culturale senza precedenti. Gli insegnanti che fecero il Sessantotto da “studenti” e a cui regalarono le lauree sono ormai tutti in pensione e non più in attività, ma quelli che insegnano oggi sono stati loro allievi, da loro indottrinati e che a loro volta indottrinano i bambini e i ragazzini che oggi frequentano le scuole pubbliche. Generazioni indottrinate al cattivo verbo marxista culturale.

    L’indifferentismo religioso, che in nome di un errato concetto di laicità equipara tutte le religioni, è parte integrante del marxismo culturale che va necessariamente combattuto. Questa cosiddetta destra che abbiamo in Italia, invece di fare la finta di difendere le nostre tradizioni e le radici cristiane della Nazione (non giudaico-cristiane, termine che mi innervosisce), dovrebbe combattere con ogni mezzo l’anticultura della sinistra. Non avviene perché tutta la politica italiana è impregnata di marxismo culturale, in quanto ad esserne impregnata è nel suo complesso la nostra società, decadente e scostumata.

    1. Analisi perfetta!
      La cultura marxista è l’inizio del degrado, la forzata integrazione coi figli dei migranti ne è la pietra tombale. La soluzione deve essere drastica. Sradicare il cancro comunista dalle istituzioni scolastiche (e non solo scolastiche) ed espellere i figli degli immigrati (e non solo da scuola).

    2. Analisi stra perfetta, se si può dire. Comunque gli islamici lo sanno che l’ Italia è un paese cristiano e per questo si adeguino: noi rispettivi loro e loro rispettino noi. Non gli piace niente dell’occidente? Che se ne tornino in oriente od in altri paesi musulmani. Come dice la grande Silvana de Mari nel mondo ci sono ben 57 paesi musulmani, che vadano là. Nessuno è obbligato a venire, tanto meno a restare.
      Se noi andiamo là anche solo per turismo o lavoro, inteso come breve periodo, dobbiamo sottostare alle loro regole e se non ci piacciono non hanno paura a dirci di ritornare indietro.

  7. Aggiungo disgustato che di fronte all’intemperanza di quella maestrucola malata di mente i presenti avrebbero dovuto ribellarsi essendo in maggioranza, consentendo all’officiante di proseguire. Non mi sembra sia avvenuto, e ciò è altrettanto grave (se non di più) dell’abuso stesso.

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