Tunisino sbarcato in Italia come minore spaccia per anni col permesso umanitario: 3mila euro al mese per mantenerlo

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Un 25enne tunisino, già destinatario di un provvedimento espulsivo, è stato denunciato e segnalato all’ufficio Immigrazione. Il giovane farà ritorno nel suo Paese.

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Il cittadino tunisino, entrato in Italia nel corso del 2012 ancora minorenne, aveva avuto modo di ottenere il primo permesso di soggiorno presso la Questura per motivi di affidamento dei minori non accompagnati, e con il compimento della maggiore età lo straniero aveva convertito il permesso di soggiorno in motivi di lavoro subordinato.

Tradotto: il delinquente è stato mantenuto per anni dai contribuenti italiani. A queste cifre:

Portano i figli in Italia e li lasciano ai poliziotti: “Li mantengano gli italiani grazie a legge PD”, 3mila euro al mese

Invece di sfruttare le opportunità offertegli dalla legislazione vigente, il nordafricano aveva ben pensato di dedicarsi allo spaccio di stupefacenti, tanto che lo scorso giugno i poliziotti dell’ Ufficio Immigrazione gli hanno notificato il decreto di rifiuto di rinnovo del permesso di soggiorno, adottato dal Questore della Provincia di Pisa per mancanza di lavoro ed anche per la sua comprovata pericolosità sociale, ciò in ragione del fatto che lo stesso in precedenza era stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, nonché porto abusivo di armi.

A seguito del rifiuto del rinnovo del permesso di soggiorno, il tunisino temendo un rimpatrio si era trasferito nel grossetano, ma alla fine dello scorso mese di agosto era stato rintracciato dal personale in servizio presso la Questura di Grosseto in posizione irregolare sul territorio italiano, motivo per il quale era stato espulso dal territorio dello Stato con l’ordine tornare nel proprio Paese d’origine nell’arco di una settimana. Nonostante il provvedimento espulsivo, il tunisino non aveva lasciato spontaneamente l’Italia ed anzi aveva fatto rientro a Pisa, dove poteva contare su alcune amicizie che lo avrebbero potuto ospitare.

Se li rimandassimo a casa dai genitori non appena sbarcano, eviteremmo migliaia di spacciatori e delinquenti. Invece il PD ha inventato la Legge Zampa che ci costringe a mantenerli a 3mila euro al mese arricchendo le coop del Partito Di Bibbiano.

Nel corso della giornata di ieri il personale della Questura di Pisa, in Piazza Vittorio Emanuele II, ha fermato lo straniero per la verifica documentale e, rendendosi conto che lo stesso era già destinatario di un provvedimento espulsivo, ha provveduto a denunciarlo ed a metterlo a disposizione del locale Ufficio Immigrazione. Ne è conseguita la adozione di un ulteriore provvedimento espulsivo nei confronti del tunisino, con richiesta di un posto presso i centri di permanenza e di rimpatrio nazionali inoltrata al dipartimento di Pubblica Sicurezza; a cui ha fatto seguito, vista la pregressa inottemperanza, l’accompagnamento coattivo del medesimo presso il Centro di Permanenza e di Rimpatrio di Milano, da dove esperite le formalità di rito sarà collocato su un volo charter con destinazione Tunisi.

Milioni di euro per mantenerlo e anni di spaccio e delinquenza prima di espellerlo sul serio. Forse.

I figli degli immigrati sono una emergenza nazionale:

Non è esattamente uno ‘spot’ per lo Ius Soli. Secondo uno studio dell’associazione Antigone, i detenuti nei 16 carceri minorili italiani erano quasi 1.300 Abnorme la quota di stranieri – moltissimi nati in Ttalia – con picchi del 70% negli istituti del Nordest, del 66% in quelli del Centro e del 57% nel Nordovest. Con una media quindi, di circa il 65%, a fronte di una presenza nella popolazione generale che non supera il 10%: i minori immigrati delinquono oltre 6 volte quanto sarebbe ‘normale’, con la loro presenza sul territorio. E circa dodici volte più dei minori italiani. Esclusi gli zingari, ovviamente.
Sono dati ancora più scioccanti di quelli degli immigrati adulti, a dimostrazione che l’impatto sulla criminalità degli immigrati, non scema, anzi, peggiora, dalle prime alle seconde generazioni. Dato già osservato in paesi con immigrazione di lunga data come Francia e Regno Unito. I dati emergono da un rapporto di Antigone, nota associazione svuotacarceri.

Una panoramica dell’incidenza di detenuti stranieri presenti nelle carceri minorili del centronord:

TREVISO: Stranieri oltre il 70%, spesso di seconda generazione nati in Italia. I ragazzi stranieri pongono particolari problemi: età (spesso difficile da definire), salute, famiglia assente. Nazionalità: 2 italiani, gli altri provengono da Marocco, Romania, Kosovo, Santo Domingo.

BOLOGNA: Sono presenti 20 persone. L’80% della popolazione detenuta è straniera. Il 60% di questi è in custodia cautelare. Negli ultimi due anni l’età è aumentata, prima la media era di 16 anni, adesso quasi 18.

TORINO: Detenuti presenti in istituto, 21, tutti maschi. Italiani il 30% dei presenti, gli stranieri il 51% e zingari il 19%. Da segnalare in particolare un aumento della percentuale degli italiani – aumento di ‘nomadi’ con cittadinanza regalata – rispetto agli stranieri (nel 2009 gli italiani erano il 16%, gli stranieri il 60%; i nomadi il 24%).

FIRENZE: Presenti 19 minori, di cui solo 6 italiani.

ROMA: Il 7 marzo RISULTANO 3 femmine (tutte rom, di cui una in stato interessante), il numero preciso dei maschi non è stato rilevato, comunque circa 25. Sul totale, in assoluta maggioranza (80%) sono stranieri (a prevalenza rumena)
Reati perpetrati: furti, rapine, violenza sessuale di gruppo (perpetrati prevalentemente da stranieri) con pena orientativa di appena 6 mesi.




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