Il parroco pro-migranti confessa tutto: «Dipendente dalla droga e dal mio fidanzato»

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Novità sul caso del prete pro immigrazione:

Arrestato un altro prete dei migranti, spacciava droga dello stupro

È durato oltre due ore e mezzo l’interrogatorio di garanzia in cui don Francesco Spagnesi – uno dei troppi preti pro migranti – ha reso una confessione piena.

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Il prete omosessuale, 40 anni, è indagato per importazione e cessione di droghe oltre che per appropriazione indebita nei confronti della stessa parrocchia: è agli arresti domiciliari da martedì mattina, coinvolto nell’inchiesta che vede indagato per i reati di droga anche Alessio Regina, 39 anni, con cui don Francesco ha una relazione da anni. «La dipendenza dalle droghe era così forte che lui agiva di conseguenza, aveva bisogno continuamente di denaro», dice l’avvocato Costanza Malerba, che fa parte del suo team – ha un team – difensivo assieme all’avvocato Federico Febbo.

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«Ha manifestato il suo pentimento, – ha poi spiegato la legale – ma ha riconosciuto che c’era una forza interiore a cui negli ultimi due anni del rapporto con Regina non riusciva a resistere: è stato sommerso da questa grave dipendenza».

Comodo il cattolicesimo di questi eretici, basta pentirsi.

L’inchiesta era partita dall’arresto di Alessio Regina, perito tessile disoccupato, fermato lo scorso 27 agosto mentre ritirava un litro di Gbl, la cosiddetta droga dello stupro, acquistata on line. A ritirare quel pacco, presso uno spedizioniere di Calenzano, si è recato al volante dell’auto di don Francesco, accompagnato da quest’ultimo, che nei giorni successivi è stato indagato e ha reso alcune dichiarazioni agli inquirenti. Oggi il prete ha confermato i particolari delle vicende che lo coinvolgono di fronte al giudice, circostanziando gli ammanchi e facendo i nomi delle persone a cui ha chiesto denaro personalmente. Per gli arresti domiciliari a cui è stato sottoposto, i suoi legali hanno chiesto che il prete sia spostato dalla canonica della parrocchia della Castellina ad un’altra sede.

Domenica i parrocchiani, all’esterno della chiesa, hanno protestato contro il parroco e la Curia.

Dobbiamo riprenderci la Chiesa. Prima di tutto riprendendoci il Vaticano.




6 pensieri su “Il parroco pro-migranti confessa tutto: «Dipendente dalla droga e dal mio fidanzato»”

  1. Che vergogna un prete che oltre a drogarsi è pure frocio.
    Premesso che sono ateo, una domanda sorge spontanea: perchè questo essere schifoso ha scelto di fare il prete, visto che è pure frocio?
    Poteva fare lo stilista di moda, il ballerino di danza classica, il parrucchiere, il regista; si sarebbe trovato in un ambiente più consono ed avtebbe avuto vita più facile.

I commenti sono chiusi.