Prodi aveva previsto tutto: “Faremo arrivare negri in massa”

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Non crediate che il milione e passa di giovani maschi afroislamici scaricati in Italia in questi anni dalla ex sinistra sia il mero frutto del caso: non è così. E’ un progetto a lungo termine che arriva da molto lontano.

Primo: non fuggono da alcuna guerra, non sono qui perché in cerca d’asilo. Sono qui per creare quel famoso esercito di riserva di marxiana memoria che le élite economiche – affamate di ‘negri’ – vogliono sfruttare, per spezzare definitivamente le reni ai lavoratori italiani.

E per farli arrivare, si ha prima destabilizzata la Libia, di fatto aprendo il tappo che li teneva in Africa, poi si è fatto cadere il governo italiano eletto nel 2011.

Il progetto parte da lontano. Lo spiegò uno dei padri ‘nobili’ del centrosinistra italiano, che ora M5s e PD vogliono al Quirinale, Romano Prodi.

Il piano è sempre stato qui, davanti ai nostri occhi.

E quello che oggi sta avvenendo, la sostituzione etnica attraverso massiccia immigrazione dall’Africa, non è un fenomeno subito da chi ci governava, ma la fase finale di un piano a lungo termine concepito dalle forze oscure della Globalizzazione che in Italia hanno i propri servi nell’odierno PD. Un piano che altro non è possibile definire se non di invasione e di integrazione forzata.

E c’è una data da tenere in mente. Questa data è il 18 settembre 1988. Perché ? Che accadde ? Dove ? Il luogo è Campi Bisenzio, comune alle porte di Firenze, l’evento è il Festival Nazionale de “L’Unità” , un Festival importante, ove si presentava alle “masse” il nuovo segretario nazionale: Achille Occhetto. E quella che segue è la testimonianza di un ‘infiltrato’.

Era un Festival per qualche verso diverso a tutti gli altri, erano scomparsi i gazebo dei paesi dell’Est, al loro posto c’erano quelli di varie industrie, anche multinazionali… Mi colpì la cucina multietinica – anche questa era una novità – e uno sparuto gruppetto di anziani , meno di dieci , che ascoltavano l’oracolo di un alto esponente del partito, un parlamentare presente anche in questa legislatura, che avevo conosciuto da ragazzo nei primi anni sessanta.

Mi avvicinai ed ascoltai : “Compagni, vi vedo preoccupati, ma non ne capisco la ragione… il Partito si è mosso. Sì all’Est siamo in crisi e può anche darsi che salti tutto per aria… Ma da noi non succederà niente. Per certi versi anzi è meglio… non ci potranno più accusare di essere i servi di Mosca…Dal prossimo anno faremo arrivare in massa gli extracomunitari, ci serviranno per rilanciare la lotta di classe, disarticolare l’Occidente e la Chiesa Cattolica.” Sbalordito ricordai subito la prosa profetica del mio Amico don Lorenzo Milani che sul comunismo, il 31 luglio 1966, ebbe a dirmi: “Il comunismo è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire, ad una classe dirigente parassitaria e brutale, la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi”. Credo che si possa affermare, senza ombra di dubbio, che il criminale cinismo dell’esponente comunista toscano, è perfettamente coerente con la prosa, lucidissima, del Profeta di Barbiana.

Il fatto, sul piano personale, mi sconvolse a tal punto dal trasformare la pacifica organizzazione del Movimento Solidale,1 che incarnava il Decalogo di Barbiana, nel combattente Movimento Autonomista Toscano, perché ero certo, per lunga esperienza e per l’autorevolezza dell’esponente comunista, che si trattava di una operazione gravissima che si sarebbe risolta in una aggressione a danno dei nostri Ultimi – giovani, anziani, ammalati, senza casa, disoccupati – e della nostra cultura ed identità. Fu seguita da allora, con estrema attenzione, la strategia comunista. Poco dopo il Festival de “L’Unità” inizio l’invasione clandestina cinese di San Donnino, non a caso frazione di Campi Bisenzio. I cinesi , raccontavano gli abitanti, arrivavano di notte ed andavano ad affollare capannoni obsoleti , si venne poi a conoscenza che i primi capannoni erano di proprietà di imprenditori falliti o semifalliti già demo “cristiani”.

I vigili urbani, capaci di censurare un tetto alzato di dieci centimetri, erano scomparsi, scomparsi anche i carabinieri, la guardia di finanza, la prefettura, la questura … Tanto che, un po’fessi, ci domandavamo: Chi gli ha dato l’ordine di non vedere ? Vi fu una reazione degli autoctoni che si costituirono in Comitato e stamparono una cartolina, nel davanti si vede il disegno della chiesa parrocchiale, mentre il cartello di San Donnino, viene coperto con la scritta “San Pechino”. Nel retro c’è la scritta : “Il paese della vergogna chiede aiuto !!”, c’è sotto un rigo per la firma e l’indirizzo del Presidente della Repubblica alla quale ingenuamente, molto ingenuamente… la povera gente si rivolgeva…

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Occhetto con Napolitano e D’Alema.

Contemporaneamente alla prima invasione cinese, apparse quella senegalese, sembra che questa fosse sponsorizzata da Bettino Craxi, amico del loro corrottissimo governo, la scusa di questa invasione era “l’impoverimento” del Senegal, ma un grande sacerdote e missionario Padre Piero Gheddo, dimostra in un saggio l’oggettiva falsità della “scusa” e contesta anche la tesi dello sfruttamento unilaterale dell’Occidente. E’ un testo su cui, affrontando la questione extracomunitaria , occorre assolutamente riflettere:  “… Si parla di “popoli impoveriti”. Ma dove e come e da chi ? Chi ha impoverito il Sudan che combatte una guerra civile da 50 anni ? Chi ha impoverito Etiopia, Eritrea, Somalia, Congo, Algeria, Guinea-Bissau, Myanmar, Corea del Nord, Tanzania, Haiti, Ruanda, Burundi, Madagascar, Mozambico, Egitto, Repubblica centro-africana, Uganda e via dicendo ? Il termine stesso di “paesi impoveriti” è contrario alla verità storica, illude e deresponsabilizza i poveri. Il grande missionario comboniano mons. Enrico Bartolucci, vescovo di Esmeraldas (Equador), nel 1989 mi portava a visitare l’ospedale moderno costruito e donato dalla Comunità Europea e da lui inaugurato pochi anni prima: era quasi distrutto dall’incuria e dai furti, ascensori fermi, porte che non chiudevano, sporcizia ovunque, materassi e lenzuola rubati, ecc. E diceva: “Affermare che le cause del sottosviluppo sono solo e sempre esterne, imposte dall’esterno, a me pare diseducativo. Si parla molto anche ad Esmeraldas, di multinazionali, di imperialismo americano, di sfruttamento economico delle ricchezze di questa regione da parte di compagnie. Tutto vero, ma deresponsabilizzante. La gente comune pensa che non c’è niente da fare, tanto gli americani e il capitalismo internazionale sono più forti di noi. Adesso poi, ogni discorso sui mali di questo paese finisce inevitabilmente nel parlare del debito estero, secondo un cliché marxisteggiante comune anche nella stampa italiana.

E lo stanno facendo. Basti vedere il boom di sbarchi da quando con un colpo di palazzo il Pd, per la quarta volta in sei anni, è riuscito a tornare al governo.

Hanno messo in atto in complicità con la Chiesa, ormai degradata ad essere una Ong dissoluta e terzomondista, un piano di sostituzione etnica. Una vera e propria sostituzione di popolo per la quale erano e sono pronti a passare sui cadaveri dei propri avi. Perché per loro, la terra è solo valore monetario, non è sangue e identità.

L’ex sinistra, persa l’ideologia marxista – anche le parti positive di critica al capitalismo che deumanizza l’individuo – si è venduta all’idolotria del ‘diverso’. E soprattutto, in un perverso rovesciamento di valori, in crisi di elettori ha scelto di eleggersi un nuovo popolo. Ed è evidente che essenziale alla riuscita di questo piano è lo ius soli.

Insomma, l’incontro di due interessi convergenti: quello delle élite finanziarie di avere schiavi a basso costo, quello della ex sinistra e dei sindacati di avere nuovi elettori.

E per ottenere questo, sono pronti ad ucciderci come popolo. Questo noi dobbiamo impedirlo. Pacificamente, se possibile. In altro modo, se necessario.

E questo vale per noi, ma deve valere per ogni popolo. Ogni popolo ha diritto alla propria identità: è un diritto naturale contro chi ha ‘fame di negri’.




12 pensieri su “Prodi aveva previsto tutto: “Faremo arrivare negri in massa””

  1. Prodi : “ma va a fer dal pugnatt”.
    Non traduco ma questa tipica espressione bolognese ha tante valenze.
    Può essere più o meno volgare a seconda del contesto, diciamo che io l’ho usata per mandarlo a quel paese, perché il suo significato originario è più volgare.

  2. I primi tentativi furono fatti dalla giunta comunale di Savona guidata da Teardo che proponeva,di fatto,già nel 1976 una bozza di Jus Culture.Lo scopo era quello di iscrivere nelle scuole della provincia gli extracee,costituiti a quel tempo da una massa di magrebini per poi dare loro la cittadinanza italiana.Il tentativo fallì nel giro di poco tempo,la giunta Teardo naufragò e non se ne fece più nulla.10 anni dopo vennero fuori Martelli e Mortadella i quali visto i cattivi presagi e le cattive notizie che venivano da est -si parlava già di crack del comunismo, e caduta della Polonia-si prodigarono a creare le basi per il programma di invasione,che si concretizzò agli inizi del ’91 con le sue prime e timide avvisaglie ad pera di Ochetto….per poi arrivare ai giorni nostri.

  3. Per il ciclo “fantonas akbar” trasmettiamo un interessante documentario sui ciclisti –

    dagospia(punto)com/rubrica-29/cronache/ma-dove-vai-afgana-bicicletta-hanno-15-30-anni-schedate-283231(punto)htm

  4. ”Non crediate che il milione e passa di giovani maschi afroislamici scaricati in Italia in questi anni dalla ex sinistra sia il mero frutto del caso: non è così. E’ un progetto a lungo termine che arriva da molto lontano.”

    Non è un caso, infatti il primo governo Prodi organizzò il blocco navale all’Albania nel 1997 con tanto di riapertura della base della Marina militare nell’isolotto di Saseno.

    Poi però hanno mandato a processo Salvini che ha tentato di far rispettare la legge.

  5. http://www.difesa.it/OperazioniMilitari/o…e/Missione.aspx.

    http://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-…25_albania.aspx: ”Il 28° Gruppo Navale è stato costituito il 15 aprile 1997 nell’ambito degli accordi bilaterali intercorsi tra il Governo italiano e quello albanese per debellare il fenomeno dei flussi migratori clandestini nel mar Adriatico.”

    Ci siamo ritirati da Saseno nel 2009.

    Quand’è la sinistra ad usare la forza armata, in questo caso contro l’immigrazione clandestina, l’opinione cosiddetta pubblica sta zitta. Forse che quella che vien chiamata opinione pubblica, lungi dal riflettere il pensiero del popolo, altro non è che l’insieme della presidenza della repubblica, della magistratura, del giornalismo, della chiesa e del mondo accademico?

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