Deriva gender: i profumi saranno tutti unisex

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Addio al profumo per “l’uomo che non deve chiedere mai”. Dimenticate i profumi dove la donna esalta la sua femminilità per conquistare gli uomini. La nuova frontiera del “politicamente corretto” è il profumo genderless. Senza genere. Senza etichetta che distingua maschi e femmine.

Le diciture “pour femme” o “pour homme” scompaiono quindi dai profumi. La nuova frontiera della profumeria artistica internazionale segue la tendenza della moda con prodotti senza indicazioni di genere. Come già avvenuto da tempo nella moda, anche il mondo dei profumi rinuncia alla classica distinzione di genere puntando su fragranze condivise.

È una delle tendenze che emerge dall’appuntamento mondiale in svolgimento in questi giorni a Firenze. Fragranze, la fiera della profumeria artistica si svolge in presenza nel capoluogo toscanio, con 140 brand internazionali.

Alla rassegna – organizzata per il 18esimo anno da Pitti Immagine con la direzione artistica di Chandler Burr, e in programma alla Stazione Leopolda di Firenze da venerdì 17 a domenica 19 settembre – espongono 140 brand italiani e stranieri, dalle maison affermate alle realtà innovative fino ai nuovi talenti che per la prima volta si presentano sulla scena internazionale.

La maggior parte delle nuove collezioni di fragranze non fa quindi distinzione tra uomo e donna. I profumi diventano genderless, privi di indicazioni di genere. Inevitabili le polemiche succesive a questa ennesima deriva del “politicamente corretto”. Non solo di chi è conservatore ma anche da parte degli appassionati di profumi.

La rivoluzione genderless ha ormai quasi 20 anni. La impose CK One di Calvin Klein, creata nel 1994 da Alberto Morillas e Harry Fremont. Il primo profumo che andava oltre il concetto di unisex. Concepito per essere “condiviso”, come recitava il suo slogan. Non a caso i modelli della pubblicità erano bellezze androgine in una sorta di abbraccio collettivo.

Uno dei brand che ha scelto la svolta genderless è Zadig&Voltaire. Cecilia Bönström, direttrice artistica del marchio, ha precisato in un’intervista ad Amica «Non è nostra intenzione cancellare femminilità e mascolinità. Vogliamo, piuttosto, rappresentare l’attrazione tra un uomo e una donna, trovare un punto d’incontro». Una precisazione che non chiarisce la svolta gender. A un uomo che vorrà distinguersi da una donna, non resterà che il dopobarba?

L’uomo che non deve chiedere mai non si profuma.

Omicidi, crimini, povertà. Queste cose non mi spaventano. Quello che mi spaventa sono le celebrità sulle riviste, la televisione con cinquecento canali, il nome di un tizio sulle mie mutande, i farmaci per capelli, il viagra, poche calorie.




7 pensieri su “Deriva gender: i profumi saranno tutti unisex”

  1. Comprerò profumi vintage.Andate in culo.
    W la figa autentica.Occorre creare delle comuni anni 80, riunirsi, chi come me ha un po’ di terra, costruiamo villaggi, torniamo indietro di 40 anni erigendo muri, condividendo le competenze, autarchia.

    1. L’idea è buona. Non so quanto la natura umana permetta una convivenza pacifica e fruttuosa, ma forse a breve termine è una soluzione. Basta inventarsi una religione qualsiasi che non sia il cristianesimo o il satanismo, e il gioco è fatto. In quanto minoranza la comunità dovrebbe essere pure protetta.

      1. Io lascerei da parte la religione, dovrebbe essere più uno scisma tra la vecchia società (noi) e l’abominio attuale, non imporrei divieti e restrizioni alla comunità, penso che solo evitando di imbrigluare le persone puoi ottenere una convivenza pacifica.

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