Migrante con licenza di rubare: arrestato solo dopo decine di rapine

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La primula rossa della microcriminalità tra centro e litorale è finita al Don Bosco. Il carcere come capolinea di scorribande iniziate mesi fa e andate avanti, tra furti e danneggiamenti, in un’impunità che aveva indignato commercianti e titolari di attività visitate nel vandalismo più gratuito anche solo per qualche spicciolo.

Mariano Antonio Vaeceslav, 23 anni, moldavo, formale residenza a Calci, da tempo senza fissa dimora, è stato fermato all’alba dai carabinieri del nucleo radiomobile e dagli agenti della squadra mobile con l’accusa di rapina aggravata. Il colpo da Luigi’s Burger ha reso possibile il fermo di indiziato di reato. A ritroso ci sono soprattutto i sospetti che sia il ladro seriale che ha battuto l’area dal centro al litorale con le sue incursioni notturne.

Il sostituto procuratore Aldo Mantovani ha disposto la custodia in carcere e tra oggi e domani ci sarà la convalida del fermo davanti al gip Donato D’Auria. Da mesi le forze dell’ordine sapevano che l’autore del furti aveva il volto di Vaeceslav. Lui stesso non si curava più di occultare la sua identità durante i raid nei locali.

Agile, veloce, longilineo, il 23enne era capace di infilarsi nei pertugi più impensabili. Quasi sempre a viso scoperto, Vaeceslav ha offerto anche altri spunti agli investigatori per confermare la sua presenza in bar, negozi e ristoranti tartassati da vetrine e rotte e fondi cassa spariti. Sono i tatuaggi. Quelli sulle braccia lo hanno reso riconoscibile in numerosi furti.

Il fermo è scattato all’alba di ieri in un appartamento in San Giusto. Un’operazione congiunta di polizia e carabinieri. L’assalto fallito da Luigi’S Burger in via dell’Aeroporto è stato il suo testamento criminale. Il corpo a corpo con un dipendente trovato nel laboratorio, la scarpa persa nella colluttazione. Mariano non si è dimostrato così rapido come in passato.

«Lasciami andare o ti accoltello» avrebbe detto il 23enne al dipendente minacciandolo con l’arma. La querela presentata ai carabinieri è servita anche alla questura per mettere insieme le conoscenze reciproche sul ladro seriale. Dal 2015 al 2019 almeno trenta furti, una rapina nel 2018 in via Bixio ai danni di un 15enne. Nel peirodo dal maggio 2019 all’aprile del 2021, era rimasto in carcere e ai domiciliari con il braccialetto elettronico. Ad aprile il ritorno in libertà con la ripresa dei furti con una sequenza esponenziale. Nel rattempo era sparito dalla circolazione. La mamma, disperata, non aveva più contatti con lui.

Dopo mesi di indagini e relative conferme che l’autore dei furti fosse quasi sempre lui, polizia e carabinieri lo hanno trovato in un appartamento in San Giusto.

Spiegano in questura: «Nel corso dell’ultimo mese sono stati incrociati dagli inquirenti gli elementi indiziari raccolti in circa altri venti sopralluoghi di furto compiuti a seguito dei raid notturni avvenuti durante il periodo estivo, che verranno messi nei prossimi giorni a fattor comune con le prove indiziare repertate e sequestrate a casa del seriale al momento della sua cattura». Soddisfazione anche al comando dei carabinieri: «Finalmente ce l’abbiamo fatta».

Luigi Marra, il titolare dell’ultimo locale visitato da Vaeceslav, dopo lo sfogo sui sociale ieri ha postato un video: «Ora siamo più sereni, grazie alle forze dell’ordine e ai clienti per il supporto ricevuto. È la parte bella di Pisa».

Domani sarà libero.




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