Sesso con l’orango: un intero villaggio a letto con la scimmia

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La tenevano incatenata ad un muro, rasata, truccata e adornata con gioielli per farla rassomigliare il più possibile a una femmina umana. E intanto un intero villaggio abusava sessualmente di lei, a pagamento, giorno dopo giorno. Stiamo parlando di Pony, femmina di orango di 17 anni, ridotta in schiavitù sessuale dopo essere stata sottratta alla madre in giovane età e costretta a vivere in un bordello nel Borneo, in Indonesia. Lì riceveva le malatissime attenzioni degli operai di una vicina fabbrica produttrice di olio di palma. Che, smontato il turno, tra tante prelibatezze locali, decidevano di sfogare la propria passione su di lei: Pony l’orango.

Oggi Pony ha 21 anni. Salvata dalla Borneo Orangutan Survival Foundation, vive in uno dei loro centri di riabilitazione. Ma il suo passato traumatico, racconta oggi la sua soccorritrice al Sun, continua ad avere strascichi deleteri sulla qualità della vita dell’animale, che tutt’oggi non è capace di condurre un’esistenza autonoma nella natura.

Le ‘prelibatezze locali’?

Il concetto di ‘umanità’, intesa come specie Homo Sapiens, è profondamente abusato. Ci sono popolazioni che si sono incrociate con ominidi ancestrali e oggi non possono essere definite ‘umane’ nel senso stretto del termine. Se gli ‘esseri umani’ venissero classificati con la stessa libertà e lo stesso rigore di altri animali, un europeo e un mix ‘Sapiens-Denisova’ del Borneo non verrebbero inclusi nello stesso gruppo.

Comunque, l’entropia morale ed etica è un fenomeno che una volta iniziato non si ferma. Ieri era considerato abominio il rapporto tra razze diverse o tra individui dello stesso sesso, oggi questi rapporti vengono addirittura sollecitati dalla propaganda. Domani avremo Tarza che si ingroppa Cita mentre Jane si fa ingroppare chissà da cosa. Vanno fermati ora.




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