Vendola si fa pubblicità col ‘figlio’ comprato all’estero: bufera social

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Vendola ha commesso un reato all’estero, comprando un bambino attraverso la pratica vietata in Italia del cosiddetto ‘utero in affitto’. Ma nessun magistrato lo indaga, e parliamo di magistrati che indagano anche centenari per reati commessi in Antartide nel secolo scorso.

Nell’euforia di postare la foto del primo giorno di scuola del figlio Tobia, magari nell’ottica del sostegno politico al Ddl Zan, Nichi Vendola (o chi lo ha consigliato) non ha valutato l’effetto boomerang, ovvero che qualcuno, democraticamente, come accade sul web per post pubblici, si chiedesse dove fosse e che stesse pensando la mamma che ha partorito quel bambino e che poi lo ha ceduto alla coppia gay. Ed è così che sotto quella foto s’è scatenata una ondata di critiche, che si alternavano ai complimenti per quel messaggio toccante scritto da Vendola a corredo dell’immagine del figlio, ottenuto grazie all’utero in affitto, pratica consentita in Canada, paese d’origine del compagno dell’ex presidente della Regione Puglia.

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“Primo giorno di scuola. Prima elementare. Accompagniamo nostro figlio fin sulla soglia dell’edificio scolastico. Tanti bambini, tanti genitori, siamo tutti molto emozionati: nella sua allegra semplicità l’ingresso in quel luogo è un momento solenne, un rito di passaggio. Credo che ogni genitore viva col batticuore quell’attimo in cui il proprio bimbo o bimba viene affidato alla “pubblica istruzione”, perché sa che tra quei banchi, dinanzi a quelle lavagne, con quelle maestre, si costruirà tanta parte del futuro di quei piccoli che da oggi lo sono un po’ meno. D’improvviso mi torna in mente come un ricordo sepolto dagli anni il mio primo giorno di scuola, il pianto inconsolabile quando papà mi ha lasciato la mano e mi ha detto “vai”. E mentre cerco di consolare quel bimbo che ero io nella mia memoria in bianco e nero, accarezzo mio figlio e penso a quanto sia prezioso e delicato ogni bambino, a quanto sia cruciale proteggere la sua libertà, la sua curiosità, la sua unicità”, ha scritto Vendola.

Unicità. Come quella della mamma, ignorata, la mamma di Tobia, il cui padre genetico è Eddy Testa, bimbo nato in una clinica californiana da una donna residente negli Stati Uniti. Una pratica, quella dell’utero in affitto, vietata in Italia.

“Vendola dovrebbe dare una registrata all’agenzia che gli cura l’immagine social e che gli suggerisce cosa dire e come dirlo per rimanere popolare. – scrive un suo follower su Fb – In Italia ancora non fa una bella impressione scoprire che un bambino venuto al mondo attraverso un complicato iter… Il bambino ha bisogno di riservatezza, non certo di essere riportato in prima pagina per essere utile all’immagine del logorroico personaggio…”.

“La mamma dov’è? La mamma deve esserci col papà il primo giorno di scuola, non 2 uomini… L’utero in affitto è un reato contro l’umanità….”. “Un figlio appartiene a chi lo cresce e come lo cresce!!!! Imbecilli giustizieri!!!”, lo difende un altro. “Sei così egoista che stai a fa cresce tuo figlio senza la cosa più bella del mondo … la mamma ! Lui ha potuto esaudire il suo desiderio di avere un figlio… e chi non se lo può permettere, mi pare che l’ideologia di comunista vada a farsi friggere in questo caso”. Ed ancora: “A questo bambino, Nichi che cosa gli ha raccontato , che è venuto al mondo tramite il seme di papà Edward che è stato fecondato da una donna chiamata madre surrogata?”.




6 pensieri su “Vendola si fa pubblicità col ‘figlio’ comprato all’estero: bufera social”

  1. Legionario Alì mortacci
    Quello l’ha pensata giusta per pararsi il culo dall’accusa del reato dell’utero in affitto…..Ha fatto trombare una donna dall’amico suo ed il figlio se l’è portato in italia senza problemi il genitore 1.

  2. Sono stufo di tutta questa depravazione dei costumi spacciata per progresso. Veramente stufo. Da tempo ormai il martellamento ha sortito in me il totale effetto opposto. Da tollerante con riserva sono diventato intollerante convinto.

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