Volontari scrivono a Lamorgese: “Ci fai accogliere troppi criminali, sanno di essere impuniti”

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Di seguito, la nota inviata dalla Fict – Federazione Italiana Comunitä Terapeutiche alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, di cui avevamo già parlato:

Ong confessa: “Sbarcano tutti i criminali dalla Tunisia”

Nella quale si denuncia che sbarcano troppi criminali presunti minori.

La presente nota per segnalare la situazione critica degli ultimi mesi legata all’accoglienza dei msna (minori stranieri non accompagnati), il cui flusso è caratterizzato da un alto numero di minori dalla Tunisia, flusso concentrato nei centri del nord Italia, ove operano anche centri della nostra Federazione. Ciò che preoccupa come operatori sociali, ma anche come cittadini, è l’inerzia istituzionale di tutto il sistema di accoglienza (Enti Locali e rispettivi Servizi Sociali, Questura, Procura e Tribunale per i minorenni), che finisce per scaricare su chi fa l’accoglienza il carico di minori devianti, per nulla interessati a un percorso di integrazione (alfabetizzazione innanzitutto), già orientati in modo evidente e sfacciato a spaccio, furti e/o danneggiamenti, e con un atteggiamento di pretesa verso l’essere accolti e mantenuti nel sistema in quanto minori non accompagnati soggetti a tutela. Situazioni talmente evidenti che risaltano in molti verbali di fermo delle Forze dell’Ordine, e nei colloqui tra i Servizi Sociali territoriali e gli operatori delle strutture sociali di accoglienza.

Purtroppo la ricaduta di queste condotte delinquenziali e devianti coinvolge direttamente anche gli altri minori ospitati nelle medesime strutture che, invece, hanno diritto ad un luogo sicuro, protettivo ed accogliente. Si tratta di un fenomeno noto nel settore dei msna, ma che specialmente in questo tempo, caratterizzato dal fenomeno di msna provenienti dalla Tunisia, sta diventando sempre di più insostenibile, per l’alto numero di minori coinvolti in queste dinamiche. Il fenomeno poi si amplifica perché anche se pochi finiscono per trascinarsi dietro come emulazione connazionali, meno strutturati, che vorrebbero provare a fare un percorso di legalità e integrazione. In particolare nei centri di prima accoglienza sono accompagnati dalle forze dell’ordine sedicenti minori, in alcuni casi anche precedentemente fotosegnalati da maggiorenni ma che ritrattano le generalità quando sono fermati, giovani che all’apparenza sono visibilmente grandi. Segnaliamo che il protocollo per l’accertamento dell’età è ancora troppo macchinoso ed anche poco efficace, perché il più delle volte al termine di tutta la trafila procedurale, il Tribunale Minori o non si esprime, o se lo fa riconosce la minore età, per via dei range di età definiti dalle mappe di raffronto dell’esame auxologico tarati sul mondo occidentale. Questi sedicenti minori approfittano della situazione di incertezza per continuare a delinquere avendo garantito vitto e alloggio. In altri casi i minori tunisini accolti lo sono realmente, ma presentano situazioni di devianza e marginalità, con tutta probabilità già in atto nel paese di provenienza, attuando agiti delinquenziali anche eterodiretti fuori e dentro le comunità, contro gli stessi operatori o altri minori in accoglienza. Praticamente tutte le sere non rientrano all’orario concordato, e quando lo fanno, nel cuore della notte sono aggressivi e pieni di pretese.

All’intervento delle FFOO si atteggiano da impunibili e, non avendo riscontro immediato da parte della giustizia minorile, finiscono per sentirsi onnipotenti, e passano per impuniti agli occhi degli altri msna che vogliono impegnarsi in un progetto di legalità. La risposta dei servizi sociali è debole, perché oltre a spostar lidi comunità, laddove possibile, non hanno strumenti adeguati, in quanto i minori sanno bene che non possono essere allontanati. Anche il ricorso alla sanità pubblica, con i ricoveri in psichiatria, specie se a seguito di agiti violenti verso cose e persone, ha poca presa, in quanto effettivamente trattasi di condotte devianti e antisociali, piuttosto che franche patologie psichiatriche. Segnaliamo infine che sono questi stessi minori che finiscono per gestire l’accoglienza, terrorizzando il nostro personale, che si sente senza strumenti. In alcuni casi sono loro stessi che accompagnando in Que sturai loro coetanei connazionali per autodenunciarsi come senza parenti, dopo averli invitati per via telefonica a salire al Nord d’Italia.

Mentre facciamo presente che il fenomeno, non può esse re considerato marginale, perché si presta all’emulazione degli altri msna in accoglienza, e finisce per minare la sicurezza delle città più grandi (Genova, Bologna per fare esempi a noi noti), offriamo alcune proposte concrete alla vostra attenzione: – redigere un’informativa del Ministero dell’Interno ai Questori in cui chiedere di attenzionare l’accesso dei sedicenti msna verificando le generalità, oltre al fotosegnalamento, e dove ci fossero dubbi costruire raccordi con i consolati e le ambasciate dei minori coinvolti in Italia al fine di un riscontro sulle generalità dichiarate; la medesima informativa potrebbe attenzionare sempre le Questure verso le richieste di intervento delle comunità di accoglienza, nelle situazioni in cui viene richiesto il supporto delle FFOO, anche costruendo buone prassi di raccordo con i gestori – in raccordo con il ministero della Giustizia, strutturare collaborazioni con Procura e Tribunale minori delle varie regioni, anche potenziando l’organico dei magistrati preposti all’esercizio; – in accordo con i servizi invianti e le FFOO rintracciare le famiglie di origine per valutare possibili rimpatri assistiti per gli autori di reato o per chi desideri rientrare nel proprio Paese. Alla luce di quanto sopra, chiediamo a codesto Spett.le Ministero un incontro ad hoc, anche in modalità on line, al fine di approfondire la problematica e le proposte di intervento. Tale incontro riteniamo assolutamente necessario al fine di salvaguardare un sistema di accoglienza.

Il caso dei finti minori nasce dai privilegi che i clandestini con meno di 18 anni hanno dal momento dello sbarco in Italia. Una sorta di cappio al collo dell’Italia inventato dal PD.

Il cappio si chiama Legge Zampa.

La legge che prende nome dalla parlamentare PD e votata poco prima delle elezioni per foraggiare le coop con presunti minori, come sapete il Partito Di Bibbiano è sempre affamato di minori, rende di fatto impossibile respingere e non mantenere fino alla maggiore età i clandestini. Con Comuni che fanno debiti milionari per ottemperare a questo assurdo obbligo: stiamo mantenendo, ad esempio, migliaia di figli di albanesi che arrivano qui senza visto e poi si presentano ai comuni dichiarandosi ‘non accompagnati’. Le coop fanno tanti soldi.

Ripubblichiamo di seguito l’intervento in aula del senatore Malan, durante la discussione della Legge Zampa, poi approvata dal PD, che impedisce, di fatto, espulsione e respingimento dei minori. Anche di quelli presunti. Molto presunti.

Nel video, il senatore evidenzia la pericolosità sociale dei cosiddetti ‘minori non accompagnati’.

I minori stranieri non accompagnati non possono essere respinti alla frontiera, nemmeno se provengono da Paesi con un tasso di omicidi doppio di quello italiano

Il suo tentativo di permettere il respingimento dei presunti minori, almeno in alcuni casi, venne respinto dal Senato abusivo del PD.

Tra i minori già arrivati in Italia, solo nel 2015 sono stati accertati 32 omicidi volontari e 54 tentati omicidi, oltre a 1.560 lesioni personali e 268 violenze sessuali

Intervento in Aula per l’illustrazione di emendamenti all’articolo 3 del disegno di legge in materia di protezione dei minori stranieri non accompagnati

Signora Presidente,

anche nel caso dell’articolo 3 proponiamo alcuni emendamenti, per tentare di dare un po’ di senso a un testo ideologico che presuppone che tutti siano onesti, sinceri e benintenzionati. Annuncio una cattiva notizia: se fosse così, non ci sarebbe bisogno di leggi né di giudici né di Governi perché, automaticamente, se tutti fossero così, in Italia come all’estero, non ci sarebbe bisogno di nulla: né delle nostre leggi, né di altro. È proprio perché ci sono persone che non sono sempre oneste, sincere, perfette e pacifiche che bisogna porre qualche limite.

Tra coloro che sono venuti in Italia come minori non accompagnati, ci sono colpevoli accertati di 32 omicidi volontari solo nell’anno 2015: queste, probabilmente, non sono persone che venivano in Italia benintenzionate; credo che sarebbe stato meglio se fossero ritornati nei loro Paesi, anche se veramente avevano sedici o diciassette anni. Ci sono stati poi 54 tentati omicidi, che non sono andati a buon segno ma che verosimilmente hanno lasciato il segno sulle persone vittime di questi tentativi; 1.560 lesioni personali volontarie perpetrate da stranieri minorenni; 10.000 reati contro il patrimonio e l’incolumità pubblica e 268 violenze sessuali perpetrate da minori stranieri. Direi, allora, che, se per caso non ci si arrivasse (il discorso vale anche per gli Italiani, che non sono tutti rispettosi della legge e qualcuno forse ha bisogno di qualche limite), abbiamo una statistica specifica riguardante gli stranieri minori in Italia. In questo caso, invece, il presupposto è che siano tutti santerellini, bambini nell’immediato pericolo di vita. Purtroppo, accade anche questo e questi bambini devono essere assolutamente soccorsi, aiutati, accolti; ma non è accettabile che, in ragione di questi minori che meritano l’assistenza e che meritano almeno parte delle previsioni – probabilmente tutte – di questo disegno di legge, si prenda pretesto per estendere queste prerogative a tutti.

Proponiamo, perciò, con tali emendamenti che venga soppressa la parte in cui si dice che in nessun caso – “in nessun caso” vuole dire proprio “nessuno” – può disporsi il respingimento alla frontiera dei minori stranieri non accompagnati. Proponiamo invece che, per esempio, se questi minori hanno un comportamento violento e formulano minacce oppure affermano il proposito di compiere reati in Italia, possono gentilmente essere respinti, anche se hanno – o dichiarano di avere – diciassette anni; anche qui, salvo il caso che non sia disposto, nel loro superiore interesse, il loro riaffidamento ai familiari.

Qui abbiamo un caso paradossale: arriva un minore alla frontiera, di cui sono individuabili i genitori, ma non possiamo respingerlo; dobbiamo tenercelo, poi fare tutte le trafile, fare un po’ di burocrazia. È così che creiamo dal nulla situazioni traumatiche: il bambino viene messo in una compagnia verosimilmente non meravigliosa solo per il fatto che è un minore straniero non accompagnato. Le nostre sono normali proposte di buonsenso.

Ancora, rispetto ai casi eccezionali di respingimento, il provvedimento può essere adottato, non nell’immediato, a condizione che lo stesso non comporti un rischio ‑ notate bene ‑ di danni gravi per il minore. Cosa vuol dire rischio? Almeno, abbiamo proposto di specificare che si tratti di un «rischio specifico e concreto», perché altrimenti il rischio qual è? Esco di casa, vado per la strada e rischio di essere investito da un’auto. Magari, anche se sto sul marciapiede, il rischio c’è; non si può dire che il rischio è zero. Se invece sto in casa, il rischio è zero; posso avere altri problemi, ma non correre il rischio di essere investito da un’auto. Ora, i Paesi di provenienza sono certamente meno ordinati del nostro, hanno indici di mortalità, di incidenti stradali, di criminalità superiori al nostro e non è strano che ci sia un’alta percentuale di criminalità anche tra quelli che vengono in Italia; è irragionevole non pensarlo rispetto a un Paese dove c’è un tasso di criminalità molto più alto che in Italia (qualcuno poteva anche pensarlo; i dati citati dimostrano che non è vero). Quindi, per chi viene da un Paese dove c’è il doppio degli omicidi dell’Italia – che peraltro, quarant’anni o sessant’anni fa aveva molto più del doppio di omicidi di oggi – il rischio c’è, e se ne sta in Italia. Ma scherziamo?

Scriviamo la legge con il buon senso, avendo senso della realtà; perché, altrimenti, la realtà si farà sentire in modo molto pesante e a carico dei Cittadini che ne saranno vittima.

Votazione nominale della prima parte dell’emendamento 3.102, presentato dai senatori Malan e Rizzotti, fino alle parole «lettera a)»: il Senato non approva. Risultano pertanto preclusi la restante parte e l’emendamento 3.103.

Votazione nominale con scrutinio simultaneo dell’emendamento 3.104, presentato dai senatori Malan e Rizzotti: il Senato non approva.


Chiunque arrivasse in Italia dicendo – come Anis Amri – di avere 17 anni e fosse intenzionato a ripetere l’attacco di Berlino, non potrebbe essere espulso

Intervento in Aula per dichiarazione di voto sull’emendamento 3.105 all’articolo 3 del disegno di legge in materia di protezione dei minori stranieri non accompagnati

Signor Presidente,

questo emendamento propone che sia possibile il respingimento alla frontiera nel caso si tratti di persona che affermi il proposito di commettere reati nel nostro Paese, nel nostro Continente. Cito un caso concreto. C’è un giovane che ha raggiunto una certa effimera notorietà, qualche tempo fa, per aver ucciso una dozzina di persone a Berlino investendole con un veicolo accanto a un mercatino di Natale. Questa persona è arrivata in Germania nel luglio 2015 per poi compiere il suo principale reato a Berlino, poco prima dello scorso Natale. A Berlino già in precedenza spacciava cocaina: messo sotto sorveglianza, ha fatto richiesta formale di asilo politico in Germania ma è stata respinta. È stata invece decisa la sua espulsione perché si trattava di un uomo di una trentina d’anni.

La sua storia passa ampiamente anche per il nostro Paese, perché in Italia era già stato condannato a quattro anni di reclusione per aggressione, danni e incendio al Centro di accoglienza nel quale era accolto. Ricordo che 1.801 reati sono stati accertati come compiuti da minori stranieri nei Centri di accoglienza. In questi Centri, finanziati dal Contribuente italiano, ci sono stati – nel solo 2015 – 1.801 reati. Questi numeri sono verosimilmente molto aumentati perché, con la politica condotta dal Governo, gli arrivi sono aumentati anch’essi, per cui è normale prevedere che ci sia stato un aumento di pari passo. Ripeto, nel 2015 vi sono stati 1.801 reati.

Il citato signore, che si chiama Anis Amri, era arrivato in Italia all’età di diciotto anni nel 2010 dichiarando di averne diciassette. Lui probabilmente alla frontiera non ha dichiarato che avrebbe voluto compiere reati ma, se anche arrivasse in Italia uno intenzionato a ripetere il suo gesto (molti lo hanno salutato come un eroe della guerra santa), dicendo di avere diciassette anni e magari avendoli veramente, e dicendo – ripeto – di voler fare le stesse cose che ha fatto il signor Amri, non si potrebbe espellerlo. Ci sarebbe uno psicologo che vedrebbe di che cosa ha bisogno e quant’altro, dopodiché l’iter sarebbe all’incirca lo stesso.

Nel caso di Amri non è un fatto ipotetico perché si è verificato: ha aggredito, ha spacciato droga e infine ha ucciso 12 persone – probabilmente nell’idea di conquistarsi il paradiso che certi folli ritengono aspetti i criminali che uccidono persone innocenti in nome della propria religione; mentre, invece, la loro sorte nell’aldilà – a mio parere – è esattamente opposta, e nell’”aldiqua” dovrebbe essere pesantemente sanzionata e prevenuta dagli Stati e non facilitata da un’autostrada privilegiata a spese dei Contribuenti italiani.

Votazione nominale dell’emendamento 3.105, presentato dai senatori Malan e Rizzotti: il Senato non approva.

E ora il PD è tornato al governo. A fabbricare ‘minori’ per le coop.

Così Emergency ha fabbricato i finti ‘minori’ della Open Arms




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