Muore a 16 anni il giorno dopo la seconda dose di Pfizer

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Tragedia ieri a Bastiglia, in provincia di Modena. Una adolescente di 16 anni, Giulia Lucenti, è morta nel primo pomeriggio nella sua abitazione in via XXV aprile. Ad ucciderla un improvviso arresto cardiaco.

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La giovane soffriva di problemi alle valvole mitraliche, era sotto controllo medico per questo, ma nel complesso godeva di buona salute. Ieri si era sottoposta alla seconda dose di Pfizer.

‘L’ho accompagnata io ieri a Castelfranco per la seconda dose di vaccino Pfizer – spiega il padre Lorenzo Lucenti, sconvolto dal dolore -. Con la prima puntura non aveva avuto nessuna reazione particolare e anche ieri dopo la puntura non ha mostrato malessere. Vive con la madre e oggi a pranzo l’ho chiamata intorno alla mezza. Stava bene e mi ha detto che era tranquilla sul divano e aveva solo un leggero indolenzimento al braccio. All’una e mezza l’ha chiamata anche sua mamma Oxana e stava bene. Poco prima delle 15 la mamma è quindi rincasata dal lavoro e l’ha trovata senza vita sul divano. Io ero dal medico, sono corso col dottore stesso e immediatamente è arrivata un’ambulanza. Non c’è stato nulla da fare’.

Lorenzo Lucenti è conosciuto e apprezzato a Bastiglia, anche per la sua attività di volontariato in polisportiva. Pur nella disperazione, non vuole sollevare nessun allarme o rivendicazione. ‘Non credo il vaccino abbia influito, la prima dose non aveva fatto nulla. In ogni caso non mi importa il motivo, farei qualsiasi cosa per riportarla qui con me, ma non è possibile’. I medici vaccinatori erano stati avvertiti del problema al cuore della ragazza? ‘Certo, lo avevamo detto’ – risponde il padre.
Saranno gli esami a certificare una eventuale correlazione sulla quale al momento non si può ipotizzare nulla, se non fotografare l’oggettivo dato temporale.

Sotto una certa età, a spanne i quaranta, il rischio del vaccino diventa superiore a quello del covid. Questo è particolarmente vero per bambini e adolescenti. Per questo la vaccinazione di massa di bambini e ragazzini è un’istigazione al suicidio: perché il rischio vaccino supera quello di morire di covid.

Cosa invece non vera per i vecchi sopra gli ottanta anni.




8 pensieri su “Muore a 16 anni il giorno dopo la seconda dose di Pfizer”

  1. la cosa piu interessante
    e’ il fatto che genitori e parenti stretti delle vittime
    negano sempre una correlazione con il vaccino

    cioe questi muiono per vaccino
    ed i parenti stretti non lo sanno

    Onenstamente non pensavo di vivere in un mondo fatto di questa gente
    questi mi sembrano tutti dei pazzi, che hanno recitato la parte di persone normali.

    Aveva ragione Franz Kafka,
    quando diceva:
    “Mi sono vergognato di me stesso quando ho capito che la vita è una festa in maschera, ed io ho partecipato con la mia vera faccia.”

    1. E’ normale che neghino: 1) paura di notorietà negativa ni media 2) paura di ritorsioni da parte delle “autorità” 3) paura di aggressioni da parte degli altri “vaccinati”.
      E complimenti per uno dei pochi post in cui non ci hai infilato il leghista: sei meno stronzo del solito.

      1. Punterei più su un meccanismo di autodifesa interiore: ammettere con sé stessi che la morte è dovuta al vaccino comporta ammettere con sé stessi un certo grado di corresponsabilità nell’accaduto.

        Nota: non sto condannando né “strumentalizzando” alcuno. Semplicemente riporto quello che credo possa essere uno dei meccanismi che si attivano inconsapevolmente nella testa di chi incorre in tragedie di questo tipo.

  2. Genitori criminali, portano i figli al macello tronfi e sorridenti!Si caronte, é pieno di pazzi, le menti deboli sono state assogettate del tutto, é un’incubo.
    Bisogna combattere questi zombie, non hanno speranza di recupero!

  3. Vox, in un caso di questo tipo mi sembra inopportuno indicare in modo tanto circostanziato nomi e indirizzi dei protagonisti della vicenda. Per il futuro, spero che vorrete prendere in considerazione questa mia nota.

    1. Vox ha semplicemente riportato la notizia pubblicata, dopo aver chiesto autorizzazione al padre della ragazzina, sui media locali.
      Vivo nella stessa zona dell’accaduto.
      Quindi niente di male da parte dell’editore.

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