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Salvini subisce ancora: invece di Lamorgese si dimette leghista Durigon

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Claudio Durigon, esponente della Lega, ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di sottosegretario all’Economia dopo le dichiarazioni relative ad un parco di Latina da intitolare ad Arnaldo Mussolini. Il deputato leghista si era detto favorevole a intitolare nuovamente il parco comunale a Arnaldo Mussolini, fratello del duce. Dal 2017, il parco è intitolato ai giudici Giovanni
Falcone e Paolo Borsellino.

Da lì una ridicola polemica scatenata dal Pd. Alla fine, come sempre, Salvini non ottiene le dimissioni di Lamorgese che ha scaricato in Italia 40mila clandestini, né quelle di Speranza che calpesta i diritti degli italiani e, neanche, quelle del ministro della Difesa Guerini che ha appena trasportato in aereo 🛫 5mila musulmani in Italia. Fa dimettere il suo esponente per una battuta.

“Per uscire da una polemica che sta portando a calpestare tutti i valori in cui credo, a svilire e denigrare la mia memoria affettiva, a snaturare il ricordo di ciò che fecero i miei familiari proprio secondo quello spirito di comunità di cui oggi si avverte un rinnovato bisogno, ho deciso di dimettermi dal mio incarico di Governo che ho sempre svolto con massimo impegno, orgoglio e serietà”, annuncia Durigon in una lettera aperta.

“Un processo di comunicazione si valuta non in base alle intenzioni di chi comunica, ma al risultato ottenuto su chi riceve il messaggio: è chiaro che, nella mia proposta toponomastica sul parco comunale di Latina, pur in assoluta buona fede, ho commesso degli errori. Di questo mi dispiaccio e, pronto a pagarne il prezzo, soprattutto mi scuso. Mi dispiace che mi sia stata attribuita un’identità ‘fascista’, nella quale non mi riconosco in alcun modo. Non sono, e non sono mai stato, fascista. E, più in generale, sono e sarò sempre contro ogni dittatura e ogni ideologia totalitaria, di destra o di sinistra: sono cresciuto in una famiglia che aveva come bussola i valori cristiani”, prosegue.

“Gli italiani -aggiunge- da noi e dal Governo si aspettano soluzioni, non polemiche. Quindi faccio un passo a lato, per evitare che la sinistra continui a occuparsi del passato che non torna, invece di costruire il futuro che ci aspetta. Io continuo, anche senza il ruolo di sottosegretario, a lavorare per difendere Quota 100 e impedire il ritorno alla legge Fornero, e a ottenere saldo e stralcio, rottamazione e rateizzazione per i 60 milioni di cartelle esattoriali che rischiano di partire da settembre, massacrando famiglie e imprese”.

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“Non solo. Il tempo che non passerò più al ministero lo dedicherò anche alle mie amate comunità di Latina e Roma: hanno bisogno di progetti, efficienza, sicurezza e lavoro, non di incapacità e polemiche. Da militante fra i militanti, avrò anche più tempo per raccogliere firme per i referendum sulla giustizia fino a settembre, così da arrivare a un milione di firme”, afferma ancora.

“Auguro buon lavoro a chi prenderà il mio posto. In un grande partito come la Lega -conclude Durigon- siamo tutti sostituibili, tranne Matteo Salvini che ringrazio per il sostegno, la vicinanza politica, morale e umana che ha avuto nei miei confronti. Non da ultimo, ringrazio i tanti militanti, simpatizzanti o elettori che mi hanno inviato messaggi di vicinanza in questi giorni”.

“Ringrazio Claudio non solo come politico ma soprattutto come uomo, amico, persona onesta, concreta, schietta e coraggiosa, che a differenza di altri lascia la poltrona per amore dell’Italia e della Lega, e per non rallentare il lavoro del governo, messo irresponsabilmente in difficoltà per colpa di polemiche quotidiane e strumentali da parte della sinistra”, dice il leader della Lega Matteo Salvini.

“Contiamo che questo gesto di responsabilità e generosità induca a seria riflessione altri politici, al governo e non solo, che non si stanno dimostrando all’altezza del loro ruolo. Conto su Claudio per la scrittura della nuova riforma delle pensioni, vicina a Quota 100 e lontana dalla Fornero, per la rottamazione di milioni di cartelle esattoriali, e per nuovi incarichi per aiutare la Lega a crescere ancora”, conclude.

Questi quando chiedono loro di mettersi a novanta gradi non obiettano, dicono solo per quanto tempo. Sbarchi? Ok. Afghani? Ok. Green pass? Ok.

Della poltrona di Durigon ci interessa zero. Ma arriva un momento in cui il simbolo trascende la persona. E mollare significa darla vinta. Non si fa.




12 pensieri su “Salvini subisce ancora: invece di Lamorgese si dimette leghista Durigon”

  1. “E, più in generale, sono e sarò sempre contro ogni dittatura e ogni ideologia totalitaria, di destra o di sinistra: sono cresciuto in una famiglia che aveva come bussola i valori cristiani”” Come dire sono cristiano (forse voleva dire più precisamente cattolico, ma tant’è) e quindi non posso non essere democratico. Curioso che lo dica proprio chi ricordando il fascismo dimentichi il concordato tra la Chiesa e Mussolini. Per non parlare quello con Hitler e altri. Non mi risultano concordati con regimi socialisti o comunisti.

  2. Infatti I concordati con i regimi comunisti li stanno facendo in maniera più silente, ma altrettanto cattiva tra: Caritas buonisti vari, lamorgese, boldrini, accoglioni ed alcuni pretoni. Può andare così o mi denuncia?

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