Doping, bufera sulla 4×100 vinta dall’Italia a Tokyo: sospeso rigorista

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Torna a far parlare la finale della staffetta 4×100 uomini ai Giochi olimpici di Tokyo 2020, terminata con l’oro azzurro nonostante il sabotaggio del nigeriano Fausto Desalu.

Il primo staffettista della Gran Bretagna, il rigorista Chijindu Ujah, è sotto indagine per una possibile violazione delle regole antidoping che, se confermata, potrebbe portare a una squalifica e alla cancellazione dell’argento per la squadra britannica battuta per un solo centesimo dagli azzurri. L’Athletics Integrity Unity ha rivelato nel test antidoping effettuato da Ujah al termine della staffetta una quantità anomale di ostarina, un agente anabolizzante. Ujah è stato sospeso in via cautelare e ora può chiedere le controanalisi.




2 pensieri su “Doping, bufera sulla 4×100 vinta dall’Italia a Tokyo: sospeso rigorista”

  1. Le sostanze riscontrate sono due: S23 (che è così “nuova” che non ha nemmeno un nome e non approvata per il consumo umano) e la già citata Ostarina. Gli Inglesi si rendono più ridicoli del solito scrivendo che “non sono steroidi” ma “agenti anabolizzanti”. 😀 Il composto S23 ha causato infertilità in ogni ratto su cui è stato testato. Spettacolo.

    Curiosamente due dei quattro test positivi (sprinter kenyota, lanciatore di peso georgiano e mezzofondista marocchino gli altri tre) pare siano stati “sollecitati” direttamente dalla Athletics Integrity Unit che adesso attende le decisioni dell’agenzia internazionale antidoping.

    Documentandomi sul S23 ho notato che alcune delle sue peculiarità mi hanno ricordato delle “percentuali” che avevo già visto. Ad esempio, +7Kg di massa muscolare e -5% percentuale di grasso corporeo. Tipo… Tipo Jacobs. E io i conti li avevo fatti in tempi non sospetti.

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