Bergamo, testimone scagiona ragazzo italiano: “Non aveva il coltello”, primo colpo da spacciatore tunisino

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Sul caso dello spacciatore tunisino ucciso a Bergamo emergono particolari che scagionano il ragazzo italiano, incensurato.

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Alessandro Patelli, giardiniere di 19 anni, incensurato, ha raccontato di essersi soltanto difeso perché minacciato dallo spacciatore tunisino zeppo di precedenti con una bottiglia rotta e di non essere rientrato in casa per armarsi ma per prendere il casco. Mentre il coltello a serramanico con cui sono stati sferrati i fendenti mortali, trovato e posto sotto sequestro dai carabinieri, secondo la versione del 19enne era già in suo possesso, perché utilizzato nell’orto di famiglia a Trescore Balneario, dove il giovane si stava recando.

Anche la versione della compagna dello spacciatore, tal Eleonora Turco, pur cercando di accusare il ragazzo, non riesce a nascondere proprio tutto: “Patelli è sceso con il casco in testa, e la visiera alzata. In mano il coltello a farfalla e rivolgendosi a Marwen gli ha detto: ‘Vediamo cosa sai fare'”. A quel punto il tunisino avrebbe fatto lo sgambetto al 19enne e sarebbero caduti entrambi a terra, dove poi è iniziata la colluttazione fino alle coltellate finali.

Quindi, anche la testimone più a sfavore ammette che il primo a colpire è stato il suo ‘compagno’ spacciatore noto per maltrammenti in famiglia.

E’ evidente che lo ‘sgambetto’ sarà stato invece qualcosa di più. E che il giovane ha reagito per difendersi.

C’è un altro testimone. Un barbone. Che di fatto conferma la difesa del ragazzo.

“Sono di Urgnano, facevo il muratore fino a che la mia ditta non è fallita. Adesso vivo così”. Da sei anni la sua casa è la strada. La sua dimora. Il 60enne è anche testimone oculare.

“Cosa è successo? Mi trovavo li perché volevo mangiare qualcosa seduto sui gradini (dove si è consumato il delitto). E’ un po’ il nostro ritrovo. C’erano anche il tunisino, sua moglie e i figli e volevano riposare. Io ho dato a lui il mio panino con il formaggio che avevo preso alla mensa, e lui mi ha regalato un paio di calzini bianchi. E poi ho visto quel giovane che usciva dal portoncino di casa, aveva il casco in testa. Io il coltello non l’ho notato. Ad un certo punto i due sono rotolati a terra, il giovane ha trascinato l’altro con se. La bottiglia della birra era a terra: si è rotta dopo. Poi? Quando ho visto il sangue ho cercato aiuto, ho chiamato i carabinieri (li vicino c’è la stazione) per far arrivare l’ambulanza. Il tunisino era sporco di sangue, appoggiato sulle gambe della sua donna. Tutto qui”.

Il testimone oculare non interessato alla vicenda smentisce la compagna sottomessa dello spacciatore: il ragazzo non aveva il coltello e quindi non stava minacciando lo spacciatore.

Incrociando le due testimonianze emerge così una verità: il ragazzo è uscito di casa, lo spacciatore tunisino pluripregiudicato lo ha colpito, e lui ha reagito.

Non staremo certo a piangere la morte di uno spacciatore che pestava moglie e figli. Le lacrime le lasciamo alla Meloni.




12 pensieri su “Bergamo, testimone scagiona ragazzo italiano: “Non aveva il coltello”, primo colpo da spacciatore tunisino”

  1. Mentre lo stato mantiene migliaia di immigrati a scrocco, un povero barbone italiano, ex muratore alimenta la sua esistenza nei gradini della stazione di Bergamo, offrendo un panino in cambio di un paio di calze……. Questa è la notizia di cui dovrebbe parlare i Media. CHISSENEFOTTE DI UNO SPACCIATORE TUNISINO. VERGOGNA

    1. infatti
      proprio oggi hanno ammazzato una marea di persone
      con i vaccini
      ma di questo nessun giornale ti parlera se non facendo qualche sporadico accenno

      poi rompono i coglioni a trombetta, con ste puttanate
      che servono a manipolare quei deficienti dei leghisti.

      Fra poco Salvini dira qualche parola in favore dell’italiano
      acquisendo 3 punti percentuai di consenso

      Poi quando arriva nella stanza dei bottoni, fa le solite porcate per favorire questa deportazione, cosi come ha sempre fatto
      tra gli applausi esilArati di questi deficienti,

        1. Memmo, Caronte è stato forse troppo semplicistico nell’esposizione ma, fatta la tara, non ha tutti i torti quando scrive: “Fra poco Salvini dira qualche parola in favore dell’italiano acquisendo 3 punti percentuai di consenso. Poi quando arriva nella stanza dei bottoni, fa le solite porcate per favorire questa deportazione, cosi come ha sempre fatto.”. E’ il suo modo di agire (mica solo il suo, eh! ma questa è una magra consolazione – il migliore c’ha la rogna, indipendentemente dallo stemma che si cuce sulla casacca).

          P.S. Non abbiamo più avuto notizie sul processo in corso… e non lo dico con tendenziosità, sono davvero perplesso di fronte a un silenzio così profondo.

          1. Il problema di caronte é che serve il setaccio x estrapolare un senso da quello che scrive, ci mette così spesso la lega, il fascismo ed il nazismo che poi manco lo segui x il tedio!

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