Filippo Tortu, l’italiano che ha superato il rigorista inglese nell’ultima frazione dei 4×100

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Ci ha pensato l’Italia, dopo 17 anni, a riportare in Europa l’oro olimpico della staffetta 4×100. Tutto merito di Lorenzo Patta in prima frazione, Marcell Jacobs (neo campione olimpico dei 100 metri) in seconda e Filippo Tortu in quarta, nonostante l’errore del nigeriano Eseosa Desalu in terza.

L’Italia ha tagliato il traguardo facendo segnare un crono davvero stellare, 37″50, primato nazionale a soli 14 centesimi dal primato europeo. Nell’ultima frazione ha superato io rigorista inglese Nethaneel Mitchell-Blake mettendo a segno la vittoria per l’Italia, lasciando alle spalle la Gran Bretagna con 37″51 e il Canada con 37″70.

Ma questa vittoria, basta guardare la progressione finale, è quasi tutta di Filippo Tortu. Italiano.

Nato a Milano il 15 giugno del 1998 da padre sardo e madre lombarda, è stato e sarà per sempre il primo velocista italiano a scendere sotto i 10″ nella gara regina dell’atletica leggera: i 100 metri piani.

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Filippo Tortu inizia a praticare atletica leggera nel 2006 all’età di otto anni, nella Polisportiva Besanese, storica società di Besana in Brianza. Già nel 2010 e 2011 arrivano le prime vittorie di rilievo con i successi nelle categorie prima e seconda media. Per lui c’è il titolo di ragazzo più veloce di Milano ed è quello il momento in cui decide di dedicarsi definitivamente all’atletica allenato dal padre Salvino, ex velocista.

Nel 2013 vince gli 80 metri ai campionati italiani cadetti con il tempo di 9″09, mentre l’anno successivo si laurea campione italiano under 18 dei 200 metri con 21″42. La prima grande delusione arriva però ai Giochi olimpici giovanili di Nanchino 2014, quando nel corso delle batterie dei 200 metri, cade sulla linea d’arrivo rompendosi entrambe le braccia e non potendo quindi disputare la finale.

Nel 2016 si aggiudica a Rieti il suo primo titolo italiano assoluto, vincendo la finale dei 100 metri in 10″32 davanti a Federico Cattaneo (10″40) e Massimiliano Ferraro (10″44). Nello stesso anno, a luglio, partecipa ai Mondiali under 20 di Bydgoszcz, dove conquista la medaglia d’argento nei 100 metri giungendo secondo con il tempo di 10″24.

E’ lui il futuro della velocità italiana. Non abbiamo bisogno di rigoristi che ci rallentano.




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