Jacobs, prima di lui solo Ben Johnson: dubbi doping dalla stampa mondiale

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Beh, il dubbio è lecito. Prima di lui solo Ben Johnson riuscì a scendere di così tanto in così poco tempo. Anzi, ‘Vitamina Ben’ ci mise il doppio.

Del resto sono tutti più o meno dopati. Dipende dalla sottigliezza del doping, quello che oggi è lecito perché ‘nuovo’ e quindi non vietato, lo sarà poi domani.

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Ma gli americani non si pongono domande su ‘Ritalin Biles’? Come sempre non sanno perdere. E avrebbero perso molto più spesso se non ci fosse l’oceano di mezzo.

“Il nuovo campione olimpico dei 100 metri, Marcell Jacobs, è sceso sotto i 10 secondi per la prima volta a maggio. È venuto qui, ha corso 9”84 in semifinale e 9”80 per vincere. Ah, bene”, scrive su Twitter l’inglese Matt Lawton, corrispondente per il Times alle Olimpiadi di Tokyo.

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Sono tante le critiche rivolte al giornalista anche dai suoi connazionali per una riflessione che sembra in realtà nascondere accuse ben più gravi. Sospetti e veleni anche dagli Stati Uniti dove il Washington Post, commentando l’impresa di Jacobs, scrive: “Un 26enne che fino a questa primavera si esibiva alla periferia dello sprint d’elite, Jacobs, ha vinto i 100 metri in 9”80 e si è guadagnato il titolo non ufficiale di uomo più veloce del pianeta. Solo i più caldi appassionati dell’atletica avevano sentito parlare di Jacobs. I bookmaker lo quotavano tra 8-1 e 10-1, un outsider. L’americano Fred Kerley, che ha vinto l’argento con il suo record personale di 9”84, ha detto ‘Non sapevo niente di lui’, parlando dell’uomo che ha raccolto l’eredità di Bolt come campione olimpico”.

E ancora: “Prima del 2021, Jacobs non aveva mai corso i 100 metri in meno di 10”03, un risultato che non lo avrebbe qualificato per i Trials Usa di giugno. Alla fine della serata di domenica, solo 10 uomini” nella storia “avevano corso i 100 metri più velocemente di lui”. “Non è colpa di Jacobs -afferma il quotidiano americano- se la storia dell’atletica è legata a sospetti per improvvisi e enormi progressi. Gli annali dello sport sono pieni di campioni che esplodono e poi si rivelano dopati. Sarebbe scorretto accusare Jacobs. Sarebbe parziale non riconoscere il contesto dei suoi risultati. Jacobs merita il beneficio del dubbio. Il suo sport, però, no”.




2 pensieri su “Jacobs, prima di lui solo Ben Johnson: dubbi doping dalla stampa mondiale”

  1. Due giornaletti sinistronzi amerricani. nulla di nuovo. su Tuatter la fogna dei rosiconi funzionali , i pupazzetti di zio Giorgy S.
    Ha vinto Lui, tu stai su tautter , magari mettiti in contatto con la succhiarelli e fate un meet-up a parlare di FFFFFiiizer!

  2. Certo che serve proprio la faccia da **** per dare lezioni di anti-doping dopo scandali storici di doping di stato come quello di Marion Jones (più tutti i peones al seguito che non sto a elencare). E questo senza uscire dal settore dell’atletica, altrimenti tra Lance Armstrong e compari non la finiremmo più.

    Vero, Jacobs non è molto conosciuto nel giro dell’atletica dei miliardi (che poi è pure quella storicamente più dopata), ma appunto questo non significa che debba per forza essere un drogato.

    Ma ripeto, in ogni caso da che pulpito viene la predica…
    Tra l’altro vale la pena ricordare che questo WASHINGTON POST è di proprietà di AMAZON! Evidentemente l’evasore fiscale più grosso del mondo, nonché finanziatore di buffoni da strapazzo come Fedez, non gradisce questo nuovo nome che non fa parte del loro giro (o per lo meno non ancora).

I commenti sono chiusi.