Massacrato a morte davanti alla fidanzata da branco di minorenni

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Dove la società multirazziale è ormai realtà da decenni, come in Francia, gli omicidi a sfondo etnico con gli autoctoni come vittime sono all’ordine del giorno. Una lunga scia di sangue.

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Quasi sempre gli assassini sono ‘minori’ con la cittadinanza per ius soli. Nipoti degli immigrati arrivati in Francia decenni fa. A dimostrazione che ius soli e ricongiungimenti familiari sono una vera e propria disgrazia.

Dopo l’omicidio in mezzo alla strada di Wilhem a Saint-Jacques-de-la-Lande, vicino a Rennes, mercoledì 21 luglio, cinque giovani, tra cui due minorenni, sono stati incriminati per omicidio volontario e imprigionati venerdì sera.

Intorno alle 15:30 del 21 luglio, i servizi di emergenza avevano trasportato Wilhem all’ospedale universitario di Pontchaillou in gravi condizioni. E’ morto per le ferite riportate tre giorni dopo. “L’autopsia ha rivelato la presenza di lesioni traumatiche al volto, al tronco e agli arti inferiori oltre a varie fratture, in particolare alla testa. La causa della morte è legata alle ferite alla testa”, ha detto il pm.

L’inchiesta ha permesso di coinvolgere fin da mercoledì cinque giovani, due minorenni di 17 anni e tre adulti di 19, 20 e 21 anni. “Sono tutti noti all’istituzione giudiziaria in misura diversa”.

“Che sia stato massacrato da un branco, questo è completamente al di là di me”, testimonia Françoise, un’amica di lunga data. “Era l’uomo più dolce del mondo”. Françoise dipinge il ritratto di un artista ipersensibile che non sopportava le ingiustizie. “Aveva sempre una chitarra in mano e un sorriso stampato in faccia. La musica era la sua seconda lingua”.

L’unica lingua che conosce la racaille è la violenza. Chi spara per primo sopravvive. Più assessori e meno chitarristi.




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