ISLAMICO CHE HA ACCOLTELLATO CRISTIANI A FIRENZE E’ PROFUGO: “HO LA PROTEZIONE UMANITARIA”

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Resta nel carcere di Sollicciano con l’accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate e tentato omicidio il 31enne curdo di nazionalità irachena che per quasi 24 ore si è aggirato per il centro di Firenze, armato di un coltello e un temperino, alla ricerca di cristiani da aggredire:

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E’ emerso che ha richiesto asilo ed ha ottenuto la famigerata ‘protezione sussidiaria’ inventata dal Pd.

Il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Firenze ha convalidato il fermo e ha disposto la custodia cautelare in carcere richiesta dalla Procura, diretta dal procuratore capo Giuseppe Creazzo. La misura è stata eseguita dalla squadra mobile della questura, che aveva condotto le indagini e arrestato il 31enne. Il curdo è accusato di essere l’autore di sei violente aggressioni: cinque delle vittime hanno riportato lesioni giudicate guaribili tra cinque e venti giorni. Una delle vittime, raggiunta da coltellate alla testa e all’addome mercoledì sera, è ricoverata in prognosi riservata ma non sarebbe in pericolo di vita: si tratta un giovane originario di Borgo San Lorenzo.

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La scia delle aggressioni è iniziata nella serata di mercoledì scorso quando un fiorentino, in viale Talenti, è stato preso a pugni finendo al pronto soccorso con 7 giorni di prognosi. Poche ore dopo ha ferito uno straniero con un coltello alla tempia nella zona di Novoli. Alle 21 sempre di mercoledì le volanti sono intervenute in via Galliano perchè il curdo aveva preso a pugni senza motivo un bresciano e per questo episodio viene denunciato a piede libero. Intorno alle 23 circa prende a coltellate il giovane originario di Borgo San Lorenzo in piazza Indipendenza, dove intervengono i carabinieri e l’aggressore riesce a scappare.

Il 31enne iracheno torna in azione giovedì alle 11.30 quando colpisce il turista olandese sulla tramvia, ma questa volta viene fermato dagli agenti della squadra mobile e iniziano le indagini che collegano i vari episodi.

Dai primi accertamenti è emerso che il curdo, che risulta senza fissa dimora, aveva un permesso di soggiorno scaduto, che gli era stato rilasciato dalla questura di Cosenza, e pur non possedendo i requisiti per il riconoscimento dello status di rifugiato godeva di protezione sussidiaria. Intanto vanno avanti le indagini anche della Digos anche per capire se l’iracheno abbia agito da solo.




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